INTELLIGENZA ARTIFICIALE E SUPERCALCOLO - All’Università di Torino si formano le competenze per le tecnologie del futuro
Già più di 300 richieste per la nuova laurea magistrale internazionale in Artificial Intelligence & High Performance Computing Technologies
I rapidi progressi dell’intelligenza artificiale alimentano grandi aspettative, ma anche interrogativi e preoccupazioni. In uno scenario dominato dalle Big Tech statunitensi e asiatiche, per l’Europa la sfida non è soltanto tecnologica: riguarda la capacità di costruire competenze, infrastrutture e soluzioni proprie, riducendo il rischio di una crescente dipendenza tecnologica. È in questo contesto che l’Università di Torino ha scelto di investire nella formazione di una nuova generazione di esperte ed esperti capaci di progettare, sviluppare e gestire sistemi digitali intelligenti, scalabili e affidabili.
Alla già articolata offerta formativa in ambito informatico dell’ateneo torinese, si aggiunge così la nuova laurea magistrale internazionale in Artificial Intelligence and High Performance Computing Technologies, il primo corso di laurea interamente in inglese del Dipartimento di Informatica.
Il percorso formativo abbraccia l’intera filiera del calcolo avanzato: dai modelli e dagli algoritmi di intelligenza artificiale alle tecnologie di High Performance Computing (Hpc) e alla computazione quantistica, fino ai processori, al middleware e ai data center di nuova generazione.
L’Hpc costituisce infatti una metodologia abilitante per l’intelligenza artificiale moderna, sempre più dipendente dalla capacità di utilizzare in modo efficiente sistemi di calcolo paralleli, acceleratori e infrastrutture su larga scala.
Il corso affronterà quindi anche i fondamenti e le tecniche avanzate del calcolo ad alte prestazioni, del calcolo parallelo e accelerato, insieme ai sistemi e alla gestione operativa dei data center necessari per sviluppare e mettere in produzione applicazioni di Ai su larga scala.
L’obiettivo è formare figure professionali in grado non soltanto di utilizzare le tecnologie esistenti, ma anche di contribuire alla progettazione di quelle future, con particolare attenzione alla sovranità tecnologica europea e a principi di sostenibilità, responsabilità ed etica integrati fin dalla fase di progettazione.
La dimensione internazionale è tra gli elementi distintivi del corso. Tutti gli insegnamenti sono erogati in lingua inglese, creando un ambiente di apprendimento aperto a studenti provenienti da Paesi e percorsi diversi e preparando a opportunità professionali presso aziende globali, enti pubblici e centri di ricerca. La laurea è inoltre parte del network europeo EuMaster4Hpc, che favorisce scambi internazionali tra studenti e apre la strada, in prospettiva, al conseguimento di titoli binazionali.
Il programma combina solide basi di matematica e informatica con una particolare attenzione alle implicazioni etiche, sociali e giuridiche dell’intelligenza artificiale. A queste si affiancano insegnamenti specialistici su elaborazione del linguaggio naturale e Large Language Model (Llm), visione artificiale, intelligenza artificiale responsabile e affidabile, sistemi complessi, machine learning e deep learning, insieme alle architetture e ai paradigmi di calcolo avanzato che ne rendono possibile l’esecuzione efficiente su larga scala. I laboratori e le attività interdisciplinari offrono il confronto su problemi reali proposti da partner industriali e da centri di ricerca locali, nazionali e internazionali. Il legame con il mondo produttivo è stato presente fin dalla fase di progettazione, che ha coinvolto enti e aziende di primo piano del settore Ict.
Al carattere interdisciplinare del progetto hanno contribuito anche altri dipartimenti dell’Università di Torino, tra cui Matematica, Giurisprudenza, Filosofia e Scienze dell’Educazione.
L’interesse suscitato dal nuovo percorso sembra confermare la crescente domanda di competenze avanzate in questi settori. “Nonostante sia soltanto la prima edizione, contiamo già più di 300 richieste di ammissione”, spiega Ruggero Pensa, coordinatore del gruppo che ne ha curato la progettazione. “Siamo convinti che, grazie anche alla sinergia con gli altri corsi ospitati presso il Dipartimento di Informatica, possa nascere qui un terreno fertile in cui raccogliere le sfide poste dall’intelligenza artificiale, imparando non soltanto ad affrontarle, ma anche a guidarne l’evoluzione”.
Una scommessa sulla formazione, dunque, ma anche sulla capacità dell’università di contribuire a un ecosistema europeo dell’innovazione in cui ricerca, competenze e industria possano crescere insieme.