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Spazio: l’Italia c’è, ed è più che mai in prima linea

Molte novità: esplorazione lunare, nuovi satelliti in orbita, trasferimento dati, gestione dei detriti, ricerca di materiali e combustibili di ultima generazione.

È una fase di particolare e­ffervescenza, per la space ecomomy italiana.

Le nostre principali realtà del settore - sia per quanto riguarda il settore industriale sia in relazione al mondo della ricerca universitaria - sono impegnate in prima persona (e molto spesso facendo rete fra loro) nelle sfidanti iniziative in atto su scala italiana, europea e globale. Che si tratti dell’esplorazione lunare, alla vigilia del prossimo sbarco degli astronauti dopo più di mezzo secolo; che si tratti della messa in orbita di nuovi satelliti, sempre più performanti, o del trasferimento dei dati da essi estrapolati a un’utenza ampia e “democratica”; che si tratti del delicato e crescente problema della gestione dei detriti satellitari; o che si tratti della ricerca su materiali e combustibili di nuovissima generazione, ovviamente ispirati ai principi della sostenibilità ambientale. In ognuno di questi ambiti l’Italia c’è, spesso in primissima linea.

A livello centrale, c’è poi una governance nuova che guarda con grande soddisfazione e interesse a questo quadro di grandi prospettive. Da poche settimane, intanto, è stato rinnovato il Consiglio di Amministrazione dell’Associazione Spaziale Italiana (composto da Giuseppe Basini, Marica Branchesi, Stefano Gualandris, Marco Lisi, Luisa Riccardi ed Elda Turco Bulgherini): lo presiede il professor Teodoro Valente, direttore dell’Istituto per i Polimeri, Compositi e Biomateriali del Consiglio nazionale delle Ricerche, a lungo professore alla Sapienza di Roma.

Si prospetta per l’Asi un ruolo maggiormente operativo rispett­o alle passate gestioni: un ruolo più snello, da un lato, e anche con un coordinamento più stre­tto rispett­o al passato con la Presidenza del Consiglio, anche per stare maggiormente al passo con il dinamismo che caratt­erizza questo sett­ore. “L’Asi, in questa fase, è att­esa da un ruolo duplice: utilizzare in maniera efficace e significativa sia gli ingenti finanziamenti assegnatigli come trasferimenti ai programmi dell’Agenzia Spaziale Europea, da un lato; sia, sul fronte interno, quelli messi a disposizione dal Pnrr”. Lo ha dichiarato non a caso - a margine della nomina di Valente - il ministro per le Imprese e il Made in Italy Adolfo Urso, che ha anche la delega in materia di coordinamento delle politiche relative ai programmi spaziali e aerospaziali. Del resto, proprio pochi giorni dopo l’insediamento del Governo, nello scorso novembre, l’Italia ha partecipato alla Ministeriale Esa l’appuntamento europeo sullo spazio - all’interno del quale è stata confermata la posizione strategica del nostro Paese negli investimenti futuri, anche in termini di finanziamenti, al pari di Francia e Germania. E mentre l’articolato comparto industriale italiano continua a crescere anche a livello di singoli distrett­i (lo ha confermato, fra gli altri, il convegno svoltosi a metà maggio a Venezia, nel corso del quale è stato anche annunciato il nuovo Business Incubation Center che l’Esa costruirà nei pressi di Vicenza), il ministro Urso ha ribadito più volte che una delle priorità governative è quella di dare vita a una legge nazionale sullo Spazio, che l’Italia - a differenza di altri Paesi Ue - non ha mai avuto. “Contiamo di ovviare a tale lacuna entro gli inizi del prossimo anno - ha dett­o ancora il ministro - Daremo vita a una legge in sintonia con quel che accade in ambito europeo, anche allo scopo di valorizzare al meglio il nostro se­ttore aerospaziale, che è decisamente strategico per il made in Italy”.

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