DOSSIER
Abbigliamento “performante”
Punto Azzurro è l’impresa benchmark per i grandi brand dello sport

Capi tecnici e sportivi di fattura unica: è questo il core-business di Punto Azzurro, azienda che si definisce “hybrid apparel production company”. Indumenti originali, personalizzati, dalle performance tecniche elevate, i quali rispecchiano la qualità Made in Italy garantita da Punto Azzurro. “Nostro principale obiettivo è venire incontro alle necessità dei brand sportivi di alta gamma di tutto il mondo per sviluppare prodotti innovativi, creando nuove nicchie di mercato”, ci racconta Roberto Loda, a.d. dell’impresa di famiglia, fondata dai genitori nel 1984. I prodotti forniti da Punto Azzurro, spesso sviluppati collaborando con uffici tecnici e università, devono offrire quanto richiesto dai trend più attuali in ambito sportivo - proprietà traspiranti, ventilazione, efficienza aerodinamica e nella penetrazione

nell’acqua - ma anche di più, in funzione dei vari sport o dei vari target di riferimento di ciascun marchio. “Il cliente viene da noi con un’idea e noi proponiamo loro il prodotto finito. La nostra area di R&S parte dallo studio delle materie prime, per poi passare alla prototipazione e alla campionatura, sino alla produzione e alla fase di Pick&Pack”, spiega Loda. Avere un reparto interno di modellistica e addirittura macchinari pensati ad hoc per determinate produzioni, consente di creare soluzioni altamente personalizzate. L’impresa conta su 40 persone in Italia, per lo più impegnate in R&S, e su due siti produttivi, uno in Slovacchia con 145 dipendenti e un altro in Moldavia, con 120 collaboratori, i quali operano in conformità agli standard aziendali. “Altra parola chiave per noi è sostenibilità, un concetto che condividiamo con molti clienti, con i quali c’impegniamo a realizzare prodotti con filiere environmentally-friendly”, sottolinea Loda. Ma non è tutto. Punto Azzurro è andato oltre il suo core-business e, in partnership con Macpi e Csmt di Brescia, ha intrapreso il progetto TA-SK per l’ottenimento di capi con compressioni differenziate e dotati di sensori, al fine di registrare e monitorare i progressi nella terapia di paziente con problemi muscolari. Il panel di capi ottenuto a fine progetto sarà in grado di applicare compressioni differenziate e di analizzare i dati trasferiti dal capo di abbigliamento al device portatile, il che consentirà un recupero post trauma più efficiente, con la possibilità di tracciare l’evolversi della terapia. “Un accessorio che potrebbe interessare anche il grande pubblico, non soltanto un target sportivo”, conclude Loda.