DOSSIER
Accessori che aiutano a vendere
C’è tanta ricerca e un grande lavoro dietro le soluzioni di Plasti-Max 

Spesso passano inosservate, ma sta proprio lì il loro pregio e la loro qualità: esaltare il capo o l’oggetto che sorreggono o proteggono senza sovrastarlo e offuscarlo. Sono le forme in plastica per esposizione – ovvero le varie forme di gruccia – e le soluzioni antitaccheggio per occhiali e altri prodotti di valore che oggi contraddistinguono la produzione di Plasti-Max, l’azienda italiana che quest’anno ha tagliato il traguardo dei 60 anni d’attività continuando a fare innovazione, ricerca e design in un ambito assai particolare. “Si pensi che dietro una gruccia per biancheria intima ci possono essere anche decine di prototipi realizzati per trovare il sistema più idoneo e funzionale rispetto alle esigenze del cliente», racconta Arnaldo Mazzucchelli, fondatore e presidente dell’azienda. L’imprenditore porta così l’interlocutore dentro il mondo di Plasti-Max, proprio il marchio che negli anni Settanta s’inventò la gruccia per la biancheria intima, su sollecitazione di un brand commerciale che voleva rendere più facile l’acquisto facendo subito vedere il prodotto al cliente ed evitare di avere la scatola di cartone dal quale togliere il prodotto e poi reinserirlo con difficoltà. Dal settore dell’intimo a quello dell’abito di pregio, la gruccia è destinata a fare la differenza, così come le soluzioni antitaccheggio a magnete, e non a vite, poste su vari oggetti. Plasti-Max ha puntato su quest’aspetto, studiando soluzioni che «possono sembrare anonime, ma sono eleganti, distintive, racchiudono know how e molta tecnologia”. A fianco del fondatore Arnaldo, ancora attivo in azienda come presidente a 86 anni, sono impegnati in azienda Maddalena, direttore finanziario, la sorella Rossana per la parte commerciale e il fratello Corrado, responsabile tecnico e produttivo. Sta già arrivando però la terza generazione, per ora rappresentata da due nuovi ingressi. Un segnale di futuro che l’azienda si gioca anche con l’espansione verso i mercati esteri. “Abbiamo aperto una trading con capitale 100% Plasti-Max in Cina – illustra la direttrice finanziaria – per rispondere al meglio alle esigenze dei brand europei che producono in Cina ed hanno la necessità di avere lo stesso design, qualità e tecnologia della nostra produzione italiana. Un’azione che rafforzerà il fatturato estero, che ora rappresenta circa il 30% del complessivo. Inoltre, l’azienda è sempre attiva nel cercare di rispondere in modo innovativo alle domande dei clienti che variano da contesto a contesto e di anno in anno, seguendo le evoluzioni del mercato. Uno spirito di innovazione che è raccontato, per altro, dai diversi modelli di design e brevetti depositati nel corso degli anni che sono nel patrimonio dell’azienda e da una storia di evoluzione e cambiamento degli oggetti prodotti. Plasti-Max è nata, infatti, producendo bottoni per camicia, per allargare poi l’interesse – negli anni Sessanta – alle stecche di plastica per i colletti delle camicie e ai sigilli per le camicie. Negli anni Settanta arrivano le grucce per intimo (inventate quelle per gli slip da donna), accessori moda e contenitori di plastica. In anni più recenti, un nuovo interesse si è aggiunto agli altri, ovvero quello per i sistemi di sicurezza in plastica, da quelli per lamette da barba, rasoi, cartucce per stampanti alla gamma più completa di sistemi di protezione per gli occhiali. La ricerca in Plasti-Max è dedicata non solo ai prodotti, ma anche alla materia prima, la plastica, con l’impegno a essere un’azienda sempre più eco-compatibile, anche per i sistemi di produzione dell’energia adoperata, contribuendo a un’economia sostenibile.