RICERCA & INNOVAZIONE
Analisi del potenziale allergenico delle mele
Una terapia per debellare i problemi legati al polline di betulla

In molte zone dell’Europa centrale, l’allergia al polline della betulla crea disturbi di vario genere – congiuntivite, asma, raffreddore – a più del 10% della popolazione. Ad oggi, l’unica cura è legata ad iniezioni subcutanee, che devono essere effettuate per molti mesi: con notevole disturbo, insomma, per i pazienti. Ma un gruppo di ricerca italo-austriaco sta mettendo a punto un’alternativa molto più facile, genuina e… gustosa: mangiare mele. Il nesso è che esiste una reazione incrociata fra l’allergene della betulla e quello della mela: in pratica, molti dei soggetti allergici al polline di betulla lo sono anche alle mele. Ecco allora l’idea geniale: “il paziente mangia una certa dose di mele. Abituandosi all’allergene della mela si abitua a quello della betulla: e pian piano non soffre più di questa allergia”, spiega Thomas Letschka del Centro di Sperimentazione Laimburg di Bolzano, uno dei quattro partner del progetto “AppleCare” assieme all’Università di Innsbruck e agli ospedali di Bolzano ed Innsbruck. Appurata la premessa, si stanno facendo le analisi su 25 varietà diverse di mele per trovare quelle più adatte, anche grazie a test clinici su pazienti volontari. “Lo scopo è mettere in piedi la terapia. Poi, in un secondo progetto, si ragionerà sulla parte di medicina vera e propria…”. Il progetto “AppleCare” è finanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale e Interreg V-A Italia-Austria 2014-2020.