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Artigianato prezioso
Alla Zanetto Argenti la terza generazione di “battitori” forgia il metallo come un tempo

Esistono molte declinazioni per intendere l’“artigianato”. Il “saper fare” artistico, quello tecnico, quello manuale o più legato al design. Ma tutte portano con sé la passione per il fare concreto e per l’oggetto lavorato. Per spiegare cosa questo significhi, alla Zanetto Argenti Snc - 55 anni di storia che abbracciano tre generazioni - bastano pochi aneddoti. A cominciare dal soprannome di Bernardo Zanetto, fondatore e battitore sopraffino, detto non a caso “manina d’oro”; senza dimenticare la passione trasmessa al figlio Enrico, non a caso nato proprio nel 1963, anno di fondazione dell’azienda di famiglia; per finire con il nipote Paolo, oggi 21enne, che ha deciso di lasciare gli studi in Economia e Commercio per “imparare il mestiere del nonno” e portare avanti l’antica arte del battitore. Colpi di martello calibrati e calcolati, eseguiti da mani esperte che oggi sono divenuti una firma inconfondibile negli oggetti d’arte Zanetto. “Ricordo da bambino che quasi tutte le sere, a cena - racconta Enrico, che guida l’azienda, affiancato dalla moglie Tina - mio padre posava al centro della tavola il prototipo a cui stava lavorando, per poterne riesaminare, con calma, le linee e i volumi, cercando i difetti e migliorare l’armonia e l’equilibrio complessivo. Io, piccino, guardavo a quegli oggetti, quelle creature nascenti, come se fossero vivi, ascoltavo la loro lingua parlare di fierezza o di dolcezza, e ne percepivo l’anima. Ecco, da allora, ho sempre voluto dare vita agli oggetti. E dargli un’anima”. A quei tempi, erano gli anni ‘60, bastava realizzare quanti più oggetti ci potevano stare nel bagagliaio della Ford Anglia di famiglia, decidere se partire alla volta di Milano o Trieste e bussare alla porta di qualche negozio con la certezza che alla sera si sarebbe tornati a casa con un bagagliaio vuoto e un portafoglio pieno. Oggi le risorse da destinare a marketing e comunicazione sono smisuratamente più ampie. Da qui la decisione di Zanetto di affrontare i mercati esteri già dal 1992, ma rafforzando al contempo anche il mercato interno e arrivando ad essere presenti in 400 punti vendita in Italia. I difficili anni a partire dal 2008 hanno poi dato a Zanetto la spinta necessaria ad aprirsi a nuovi mondi: dall’hotellerie alle creazioni d’Arte (finite anche tra i vincitori del Premio Arte 2015 ed esposte alla Triennale di Milano), ai gioielli e all’interior design portando il gusto e la raffinatezza made in Italy nei principali mercati del mondo (ad oggi 50 Paesi da cui proviene il 95% del fatturato aziendale).