RICERCA & INNOVAZIONE
Blue Economy,  dal confronto nasce la crescita
Imprese italiane e croate coinvolte in un progetto che intende stimolare l’innovazione

Stimolare la creazione di un cluster transfrontaliero nell’ambito della Blue Economy – il settore basato sulla filiera della cantieristica nautica – migliorando nel contempo la competenza delle piccole e medie imprese nell’innovazione e nell’organizzazione dei processi manageriali interni. È l’ambizioso obiettivo del progetto Blue enhancement action for technology transfer - BEAT, un Interreg V Italia-Croazia 2014 - 2020 che ha per coordinatore l’Eurosportello di Unioncamere del Veneto. Un progetto che parte capitalizzando precedenti esperienze progettuali di Eurosportello nello stesso settore (“Cluster Club” e “Blue Tech” finanzianti nell’ambito del Programma Interreg IPA Adriatico 2007 - 2013), che già avevano individuato linee di intervento per lo sviluppo di un cluster macroregionale nell’area adriatico-ionica nel settore delle green technologies della Blue Economy. “BEAT punta adesso ad accrescere sinergie e contatti di networking tra le imprese di Italia e Croazia – sottolinea Mario Pozza, presidente Unioncamere del Veneto. Verranno attivate specifiche sessioni di formazione e analisi comparative tra le migliori buone pratiche, per migliorare e potenziare le capacità di innovazione delle PMI. I risultati di questo progetto saranno poi condivisi con la Regione del Veneto per misurare il grado di innovazione delle imprese coinvolte e contribuiranno a definire la strategia EUSAIR per implementare il piano d’azione della macroregione adriatico-ionica”. A livello concreto, il progetto prevede una serie di incontri con aziende della filiera – una trentina, fra italiane e croate – per misurare, all’interno di ognuna di esse, il clima aziendale nei confronti dei processi creativi e innovativi. Un’attività curata dall’Università di Trieste, basata su attività di benchmarking e su sessioni di coaching con gli imprenditori, che ha lo scopo di stimolare ognuna delle aziende coinvolte a migliorare l’innovazione anche tramite le attitudini e il coinvolgimento del personale impiegatizio. “Alla fine ci sarà un momento di report conclusivo, importante per far capire alle aziende l’importanza del progetto – chiude Pozza -. È la cultura della piccola impresa, la base della nostra economia…”.