RICERCA & INNOVAZIONE
C’è fame di spazio
Roberto Battiston

Si è svolto l’1 novembre a Buenos Aires il terzo Forum Internazionale dello Spazio, organizzato dall’International Astronautica Federation e dall’ASI, in collaborazione con il governo argentino e la loro agenzia spaziale, la Conae. Il forum è giunto al terzo appuntamento, dopo l’esordio a Trento nel 2016 e l’African Chapter di Nairobi lo scorso febbraio. E ha scelto l’Argentina per scrivere il terzo capitolo di una storia che vuole le realtà spaziali, universitarie e industriali insieme per uno sviluppo sostenibile: the Latin and Carabbean chapter. Alta formazione, gestione delle risorse naturali e prevenzione dei disastri, cooperazione spaziale: questi i tre argomenti chiave discussi dai rappresentanti delle 18 nazioni dell’area intervenute al forum, a cui si sono aggiunte l’ESA, la NASA e diverse altre agenzie spaziali da tutto il mondo. All’unanimità è stato infine votato un documento sugli obiettivi che i paesi partecipanti perseguiranno per dare impulso alla creazione di una rete di cooperazione che possa favorire uno sviluppo sostenibile, nell’ambito delle attività spaziali. “Il successo del forum – commenta Roberto Battiston, Presidente dell’ASI e ideatore dell’evento - che ha visto presente la stragrande maggioranza dei paesi di questa area, è la dimostrazione che quanto abbiamo deciso di creare a partire dal primo forum a Trento, si sta realizzando. C’è fame di spazio: e lo spazio è un’opportunità straordinaria per uno sviluppo importante e sostenibile”. Forum come questo sono uno splendido esempio di quella che viene definita la Space Diplomacy. “Si parte dalla formazione

spaziale ad un livello medio alto in un contesto in cui l’esperienza italiana, ma più in generale dell’Europa, è un driver perfetto di crescita che deve però sapersi innestare nel settore industriale. Bisogna saper coniugare formazione ed esperienza perché questo processo di sviluppo abbia il percorso più rapido e innovativo possibile”. La scelta di Buenos Aires e più in generale dell’Argentina ha una sua ratio negli strettissimi rapporti di collaborazione spaziale tra i due paesi. Recentemente, l’Argentina ha posto in orbita il primo dei due satelliti di osservazione della Terra Saocom, dando vita alla costellazione italo-argentina di osservazione della Terra, Siasge (Sistema Italo Argentino di Satelliti per la Gestione delle Emergenze). “Siasge e i satelliti Saocom – continua Battiston - sono il frutto di un’idea concepita più di venti anni fa, realizzata con tenacia e pazienza, e con un forte contributo finanziario italiano oltre che argentino: i primi dati ottenuti dal satellite Saocom ne dimostrano la grande capacità tecnologica e scientifica. Il risultato dell’aggregato con i dati di Cosmo SkyMed rappresenta un’unicità al mondo, che avrà ricadute non solo scientifiche ma anche commerciali”. “Quella con l’Italia – aggiunge Agustin Campero, sottosegretario al Ministero dell’Istruzione argentino, con delega allo spazio - è una cooperazione molto importante per il nostro paese. Abbiamo molte aspettative, che vanno oltre a quanto stiamo già facendo insieme, con il lancio del satellite Saocom 1 e a venire a breve di Saocom 2, ma che potrebbe riguardare una possibile costellazione Siasge 2, un progetto ambizioso e importante per il futuro del paese e che ci chiamerà ad un lavoro di cooperazione molto intenso”. “L’Italia – sottolinea Raul Kulichevsky, Direttore Esecutivo del Conae - è sempre stata molto presente nelle nostre attività spaziali, a partire dal satellite SAC-C. Siamo convinti che potremo fare ancora molto bene insieme, a partire da una possibile costellazione Siasge 2, grazie ad una cooperazione sempre più stretta”. La costellazione Siasge rappresenta una realtà unica nel panorama mondiale con i suoi satelliti radar in banda X e L, capaci di ottenere dati complementari dello stesso oggetto e fornire quindi molteplici e dettagliate informazioni sull’oggetto stesso. Dati che hanno anche un enorme valore commerciale… “C’è in atto un confronto per un possibile accordo tra la società e-Geos e Veng, un’impresa italiana e una argentina - aggiunge Kulichevsky -: il che sottolinea come ci sia un ampio confronto anche sul tema commerciale della costellazione Siasge. Perché se, come detto nel Forum, è molto importante fornire i dati di base, è ancora più importante produrre informazioni aggregate. E l’esperienza di e-Geos nella commercializzazione dei dati di Cosmo ci spinge a trovare le modalità giuste, come una joint venture tra queste due imprese, perché l’enorme potenziale di commercializzazione che hanno i dati Siasge possa essere pienamente espressa”. “La joint venture tra e-Geos e Veng – chiude Battiston - grazie al supporto dei nostri governi, rappresenterà il punto di arrivo di una grande idea che si sta declinando in una implementazione economica e industriale molto moderna, molto innovativa e molto valida”.