PROTAGONISTI
Collaboratori: il vero patrimonio di un’azienda
Il ruolo della ‘cultura del Noi’ nel successo di Pietro Colombo

Lo scorso 5 giugno, Pietro Colombo, uno dei più affermati e benvoluti imprenditori del comasco, ha compiuto 84 anni. L’importante traguardo offre l’occasione per approfondire il profilo di una figura di rara riservatezza, equilibrio e generosità. Amministratore unico di Blm Spa e Adige-Sys Spa, nonché amministratore delegato di Adige Spa, Pietro Colombo ha dedicato l’intera vita alle sue aziende, che ha sempre considerato, prima ancora che come luogo di lavoro, come una grande comunità organizzata secondo quella ‘cultura del Noi’ da lui suggerita per valorizzare il ruolo di ognuno dei collaboratori, e adottata a tutti i livelli dell’azienda. L’idea che il successo di un’impresa debba coincidere con l’affermazione personale di tutti coloro che vi lavorano è il principio che ha sempre animato l’attività dell’imprenditore, la cui applicazione ha contribuito a portare il suo gruppo al vertice mondiale nella produzione di macchine e sistemi per la lavorazione del tubo metallico: dalla curvatura, al taglio, alla sagomatura. Pietro Colombo attribuisce questa sua attitudine alla formazione ricevuta negli anni giovanili presso il Collegio Arcivescovile De Amicis, verso cui sente ancora oggi un debito di riconoscenza. Sentimento che lo ha recentemente portato a ricercare un accordo con la Facec, poi sfumato, per l’acquisizione dell’intera area del Collegio. Nato a Giussano il 5 giugno 1934, il giovane Pietro frequentò l’Istituto Tecnico Commerciale del De Amicis tra il 1950 e il 1955, nel momento in cui la struttura scolastica fondata nel 1907 da Endimio Spezia conosceva il suo massimo fulgore. Insieme al rettore Padre Vaghi, ebbe l’opportunità di incontrare insegnanti appassionati ai quali riconosce il merito di avergli trasmesso “quel rigore e metodo nello studio che nel loro insieme sarebbero divenuti l’imprescindibile riferimento” della sua vita professionale. Spartaco Teti, don Angelo

Paleari, Arrigo Diotallevi con la moglie Iole Rapacini, Maria Donati e Franco Ambrosini, con don Adolfo Asnaghi, sono i nomi che, quasi settant’anni dopo, ricorda ancora con affetto e gratitudine. Terminati gli studi e diplomatosi in ragioneria, Pietro Colombo iniziò la sua attività nel 1960 rilevando una quota di una società dedita alla produzione di macchine curvatubi. La cultura della formazione continua e la volontà di far crescere l’azienda hanno portato alle attuali dimensioni di Blm Group che, con quasi 600 addetti, nel suo settore non ha eguali nel mondo per la completezza dei prodotti offerti e per il loro livello tecnologico. Se gli si chiede come sia giunto a questi risultati, risponde che “niente nell’esperienza umana nasce per caso o all’improvviso. Oggi, nel riconsiderare la mia storia di imprenditore, ritrovo nei anni di studio al De Amicis i punti originari della mia attuale filosofia di vita e dei valori che cerco di perseguire nelle imprese che ho la responsabilità di guidare. Da ragazzo ero considerato un promettente giocatore di calcio, vivace e poco incline a subire; ero attivo nelle organizzazioni sociali cattoliche e per alcuni anni anche nell’attività politica, sempre al fianco, però, di persone più mature”. Coerentemente con la sua formazione, Pietro Colombo ritiene che l’autentico patrimonio di imprenditore sia rappresentato dai suoi collaboratori, ad ogni livello. “Da ciò deriva l’esigenza di un continuo arricchimento delle risorse umane, della ricerca e dello sviluppo di nuove attitudini che vengono perseguite attraverso una molteplicità di percorsi”. Primo tra tutti il momento formativo che “per il nostro gruppo - puntualizza l’imprenditore - costituisce il principale strumento di sviluppo delle competenze di ciascun operatore.” L’attenzione continua al miglioramento delle potenzialità del personale è testimoniato dall’impegno dedicato alla formazione in azienda, che nel 2017 ha sfiorato le 38mila ore complessive e ha interessato oltre 300 collaboratori.