RICERCA & INNOVAZIONE
COSMO-SkyMed, lo spazio è italiano
Alessandro Coletta

La “seconda generazione” di satelliti del progetto COSMO-SkyMed è ormai alle porte. Era il 2007, infatti, quando fu lanciato il primo dei quattro satelliti radar previsti dal progetto dell’Agenzia Spaziale Italiana: che da quel momento in poi hanno assunto un ruolo sempre più importante nell’osservazione del nostro pianeta, soprattutto per quanto riguarda la gestione delle emergenze e dei disastri ambientali. Basti pensare, per fare un paio di esempi, al terremoto dell’Aquila, quando il sistema – che era in manutenzione – fu ripristinato nel giro di mezza giornata, dando poi un apporto fondamentale a livello di dati; o allo tsunami del Giappone del 2011, quando a fronte della richiesta di due foto satellitari dell’aeroporto di Sendai, l’ASI fu in grado di fornirne circa duecento… Ma anche i satelliti, come qualsiasi altro oggetto, hanno un loro ciclo di vita: e dopo una decina d’anni è pronto il lancio di una seconda generazione di satelliti, destinati a sostituire i primi ma con una tecnologia più avanzata, un numero di immagini e una velocità molto maggiore, anche su più zone nello stesso teatro operativo. “Se tutto va bene, nel 2019 verrà lanciato il primo satellite nuovo – sottolinea

Alessandro Coletta di ASI, responsabile di Osservazione della Terra e Direttore di Missione COSMO-SkyMed –: anche se devo dire che i recenti test effettuati, cioè quelli che normalmente si fanno dopo dieci anni, hanno confermato le ancor ottime condizioni di salute dei satelliti esistenti. Per cui, anche se originariamente si pensava alla seconda generazione come ad un semplice replacement, non mi stupirei affatto se almeno inizialmente il nuovo lancio fosse fatto in aggiunta e non in sostituzione: e quindi se per un po’ di tempo si potessero trovare in orbita cinque satelliti di COSMO-SkyMed, e in futuro magari anche sei. Il che naturalmente creerebbe ulteriori potenzialità per il sistema”. Comunque sia, i primi due satelliti nuovi stanno per partire, il terzo e il quarto sono in fase di analisi e di rifinanziamento: “anche perché sarebbe un danno non dare continuità ad un sistema come questo…”. Un sistema, va detto, che grazie alle sue straordinarie peculiarità tecnologiche – è l’unica costellazione satellitare fatta in questo modo, con quattro satelliti radar in grado di poter coprire la stessa zona geografica in tempi molto ridotti – ha fornito grandi vantaggi agli utilizzatori, e creato al tempo stesso una crescente attenzione anche in ambito internazionale. Per quanto riguarda i dati, “in questi dieci anni ci sono state numerose migliorie evolutive – specifica Coletta -: oggi mappiamo tutto il territorio italiano in 16 giorni, cosa che non saremmo stati in grado di fare se i satelliti non fossero stati quattro. E stiamo pensando a una filiera interministeriale per monitorare infrastrutture di vario genere dall’alto. Inoltre, nel frattempo abbiamo aggiunto la capacità submetrica, cioè la possibilità di fornire agli utenti dati con una precisione sotto al metro anche per il dominio civile”. La sottolineatura è importante: il sistema nacque infatti anche con una valenza militare, e all’epoca qualcuno ne criticò una presunta prevalenza di quell’ambito rispetto al civile. “In realtà non è così: le prerogative di ognuno dei due domini non sono mai state davvero in contrasto, e i due ambiti hanno sempre lavorato in accordo”. Quel che è certo, invece, è il grande “successo” che COSMO-SkyMed ha ottenuto a livello internazionale, ampliando l’autorevolezza dell’ASI e favorendo anche l’economia spaziale italiana in termini di portafoglio. Si pensi ad esempio al rapporto con l’Argentina, con un satellite lanciato poche settimane fa, grazie al quale ASI avrà a disposizione i dati in banda L, oltre che quelli in banda X, il che vuol dire una risoluzione ancora maggiore; oppure agli accordi con l’Agenzia Spaziale Inglese per satelliti che opereranno sulla banda S, oggi praticamente inesplorata. “Il tutto costituisce uno straordinario portafoglio multifrequenza che garantisce ad ASI un patrimonio unico, basato su COSMO-SkyMed…”.