RICERCA & INNOVAZIONE
Dalla ricerca alle terapie
Come tradurre i risultati scientifici in applicazioni, grazie all’integrazione fra competenze diverse

Traslazionalità e sostenibilità della ricerca, una sfida che si gioca sulla capacità di tradurre velocemente i risultati scientifici in applicazioni cliniche e che quindi è sempre più incentrata sull’integrazione di competenze e approcci complementari, dalla ricerca di base allo sviluppo preclinico, ma anche biomarcatori, dispositivi medici e sperimentazione clinica. Ne è un esempio la Fondazione Ri.MED, che può contare su un team di ricerca interdisciplinare, su soci fondatori quali il CNR, l’Università di Pittsburgh e UPMC e sull’integrazione strategica con l’IRCCS ISMETT. Tali collaborazioni contribuiscono, tra l’altro, ad aumentare le possibilità di competere al finanziamento delle linee di ricerca. Ri.MED è infatti partner scientifico in progetti vincitori di grant regionali, nazionali ed europei, come

OACTIVE (Horizon 2020), che mira al disegno di modelli prognostici e allo sviluppo di terapie personalizzate per la cura dell’osteoartrite. “La nostra ricerca è focalizzata sulle applicazioni terapeutiche: l’obiettivo è creare valore per il paziente – spiega il dr. Alessandro Padova, Direttore Generale - “Ri.MED possiede un portfolio progetti diversificato, con 23 brevetti e obiettivi di sviluppo nell’ottica bench to bedside. Gli approcci scientifici, quali l’ingegnerizzazione di tessuti e la bioingegneria, lo sviluppo di farmaci e vaccini e la medicina rigenerativa e immunoterapica, sono focalizzati su 3 principali aree terapeutiche: patologie dell’invecchiamento, insufficienze d’organo e oncologia. Possiamo contare anche sul supporto di competenze e piattaforme tecnologiche: abbiamo creato una chemobanca e reso operative le piattaforme di bioinformatica, biologia strutturale, computer aided drug design, proteomica e bioingegneria, che stiamo potenziando grazie a CheMISt, finanziamento regionale per la creazione di un laboratorio integrato di Drug Design, Biofisica e Screening”. Ri.MED sta inoltre realizzando in Sicilia il Centro per le Biotecnologie e la Ricerca Biomedica, che prevede la futura integrazione con l’ospedale ISMETT2, un hub per la ricerca e la salute che offrirà forte impulso socio-economico a tutto il Mezzogiorno, trattenendo nel nostro Paese i migliori scienziati italiani.