RICERCA & INNOVAZIONE
Dati affidabili ad altissima velocità
Nuovi sistemi digitali riconfigurabili, robusti e in grado di autoripararsi

Diversi esperimenti di fisica nucleare e subnucleare richiedono il trasferimento di ingenti quantità di dati per unità di tempo: da alcune centinaia fino a decine di migliaia di gigabit al secondo. Spesso poi gli esperimenti si svolgono in presenza di radiazioni, che possono danneggiare o condizionare temporaneamente la strumentazione elettronica. Ovviare a questo problema è l’obiettivo del progetto ROAL, finanziato nell’ambito del programma SIR del MIUR, e ospitato dal Dipartimento di Fisica dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II” con la collaborazione dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Sezione di Napoli e Laboratori Nazionali del Sud di Catania). “ROAL intende sviluppare sistemi digitali per la trasmissione dei dati ad alta velocità - decine di gigabit al secondo per singola linea di trasmissione – che siano riconfigurabili, resistenti agli effetti delle radiazioni e in grado di autoripararsi in caso di malfunzionamento” sottolinea il coordinatore, Raffaele Giordano. “Non solo la riconfigurabilità permette l’aggiornamento dei sistemi dopo che l’esperimento è iniziato, ma è utilizzata anche per irrobustire i circuiti. L’idea di base è generare il circuito da proteggere in modo che abbia una simmetria. Il circuito stesso verifica che questa proprietà sia rispettata durante il funzionamento: qualunque deviazione dalla simmetria è un errore e va corretto con una auto-riconfigurazione”. I risultati dei test sperimentali su prototipi mostrano che una delle tecniche sviluppate permette di estendere il tempo di funzionamento di circa 4 volte in circuiti selezionati. Le attività sperimentali includono anche test in situ presso i laboratori CERN (Svizzera) e KEK (Giappone). “Il progetto è quasi al termine e siamo molto soddisfatti – chiude Giordano - Oltre che in esperimenti scientifici, i risultati potrebbero avere impatto anche in altri ambiti in cui sono presenti radiazioni: la medicina nucleare, l’avionica, le applicazioni spaziali, il controllo e il monitoraggio di centrali nucleari, il monitoraggio di siti di scorie radioattive. Oppure, anche in assenza di radiazioni, nel campo della cybersecurity…” Per ulteriori informazioni: www.roalproject.it.