PROTAGONISTI
Piero Angela
La macchina della ricchezza 

C’è un dato fondamentale, quando si parla di sviluppo, che entra poco (anzi, per niente) nei dibattiti: ed è che, contrariamente a quanto molti pensano, la politica non produce ricchezza. Non l’ha mai prodotta. Per secoli e millenni tutti sono rimasti poveri, analfabeti, con una vita breve e grama. Le cose sono cambiate quando delle ruote hanno cominciato a girare, prima nei campi poi nelle officine, nei trasporti. È stata la moltiplicazione dei pani e dei pesci. I contadini sono scomparsi dai campi (dal 70% che erano all’Unità d’Italia a meno del 4% oggi), e anche nelle fabbriche il numero degli addetti è diminuito, mentre la produttività è aumentata. È aumentato il reddito e una quantità di beni sono diventati accessibili. Dall’analfabetismo di massa si è passati alla scuola e all’Università di massa, e la donna ha conosciuto una “liberazione” impensabile nei secoli scorsi. Oggi nelle Università si laureano più donne che uomini. La salute collettiva è molto migliorata e la durata della vita è quasi raddoppiata. Le ruote hanno cominciato a girare anche per quanto riguarda l’informazione: prima con i giornali, i libri, poi con le telecomunicazioni. Le idee sono circolate, le persone hanno cominciato ad aggregarsi e a “contare”, facendo nascere la democrazia, cosa mai esistita in tutta la storia dell’umanità. La politica ha ovviamente un ruolo importante, in particolare nel distribuire la ricchezza, secondo criteri di giustizia distributiva: ma senza tecnologia ci sarebbe ben poco da distribuire. Questo discorso è oggi molto attuale, perché lo sviluppo tecnologico ha creato un mondo estremamente competitivo, e se non si vuole essere perdenti bisogna puntare sulla “macchina della ricchezza”, cioè innovazione, ricerca, educazione, imprenditorialità, efficienza amministrativa, valori. E anche informazione. Il nostro cervello è però fatto in un modo che lo rende più sensibile all’informazione emotiva che a quello razionale: occorre uno sforzo divulgativo perché riesca a essere interessato anche a problemi più complessi: economia, demografia, globalizzazione, amministrazione, ricerca, ecc. La comunicazione ha oggi un ruolo essenziale per formare un’opinione pubblica più informata, più moderna. A cominciare dalle scuole e dall’Università. È per questo che al Politecnico di Torino, con il professor Francesco Profumo e la collaborazione del Rettore, abbiano dato inizio a un ciclo di 30 lezioni tenute da personaggi di alto prolo, venuti a parlare di tutto questo ai 400 migliori studenti del Politecnico e dei licei torinesi. È un’iniziativa che ora si è estesa all’Università di Tor Vergata a Roma e quella di Trento. Ma è rivolta anche a un pubblico più esteso: tutti infatti possono vedere questi incontri, trasmessi in streaming e rivedibili on demand.

Divulgatore scientifico, scrittore e conduttore
Piero Angela