DOSSIER
Fare impresa tra innovazione e tradizione
Il brand “made in Liguria” è forte nei settori agroalimentare e turistico   

I dati sull’economia del nostro territorio forniscono indicazioni ben precise: due settori trainanti, quello agroalimentare e quello turistico, che occupano migliaia di lavoratori; l’export in continuo aumento, con un valore complessivo che sfiora i 400 milioni di euro, un 30% del quale rappresentato dal comparto alimentare; più di 2.000 imprese attive nel settore turistico, con oltre 700 strutture ricettive e quasi ventimila posti letto. Questi dati lanciano un messaggio: dobbiamo investire sull’attuale business model, innovandolo, per renderlo ulteriormente competitivo, e rafforzare così le posizioni raggiunte nei mercati tradizionali, e favorire l’apertura verso nuovi Paesi. Le due filiere che più contraddistinguono la nostra economia, agroalimentare e turistica, dovranno sempre più essere garanzia di qualità, per la loro identificazione con un territorio e i suoi prodotti tipici, in modo che i consumatori, soprattutto quelli esteri, sappiano riconoscere e apprezzare il nostro “made in Liguria”. Complementare, per molti aspetti, al settore del turismo è quello della nautica. La Liguria è la regina delle regioni italiane in tema di ricettività nautica, con un totale di 25.374 posti barca al 31 dicembre 2016, di cui ben 1.375 dedicati ai maxi yacht con lunghezza superiore ai 24 metri. Il comparto della nautica è sicuramente ad alto valore aggiunto. Infatti, per ogni euro prodotto se ne attivano mediamente altri sei nella filiera e per ogni addetto ne risultano occupati altri sette nell’indotto. Da questi dati si evince la forza trainante che potrebbe rappresentare per il nostro territorio. Purtroppo non sempre questo accade. Fare impresa nel nostro territorio non è mai stato facile ma sono innegabili i vantaggi, derivanti dalla localizzazione e dal legame con la

tradizione, che devono essere ulteriormente sfruttati. Sicuramente il futuro per le nostre imprese può offrire buone prospettive se accompagnato da elementi di cambiamento, che permettano l’ingresso in nuovi mercati e il consolidamento in quelli tradizionali. Innovazione e ricerca sono unanimamente considerate le fondamenta del progresso economico e sociale, il motore che dà impulso allo sviluppo durevole e sostenibile e che è alla base delle performance delle migliori aziende. La crescita futura dipenderà sempre di più da una crescita della produttività sostenuta dall’innovazione tecnica e di servizio. Nel nostro territorio è quindi necessario avviare una fase di sostegno reale dell’innovazione. Contratti di rete, di filiera, poli innovativi e tecnologici sono gli strumenti ai quali le nostre imprese dovranno guardare con sempre maggiore attenzione, e compiere quel salto strutturale e tecnologico per competere su mercati internazionali. La caduta di molte barriere commerciali, una esasperata globalizzazione, il cambiamento culturale delle nuove generazioni devono indurre noi imprenditori a vigilare attentamente e a modulare le nostre scelte, a investire maggiormente sulle risorse umane, sull’innovazione, sul marketing e sulla ricerca di nuovi sbocchi commerciali. La possibilità di crescita del nostro territorio dipende anche dalle scelte che verranno fatte dalla classe politica, che dovrà concentrare attenzione e risorse per la realizzazione di infrastrutture, la promozione e l’accoglienza turistica e il sostegno all’industria agroalimentare, azioni che già da tempo stiamo fortemente sollecitando come associazione. Confindustria Imperia ha avviato uno studio, finalizzato a indagare se, in che misura e a quali condizioni, le aziende del comparto operante in provincia possano costituire un fattore trainante per l’innovazione e lo sviluppo economico territoriale. Più precisamente, quello che la nostra associazione sostiene è che il settore dell’innovazione tecnologica in provincia di Imperia, soprattutto nelle sue espressioni più avanzate e maggiormente orientate all’innovazione, possa costituire una base per lo sviluppo di un vero e proprio polo dell’innovazione sul territorio, che riesca ad attrarre soggetti esterni e avviare quindi nuove iniziative imprenditoriali. Qualità, innovazione e strategia di internazionalizzazione rappresentano la vera sfida per i prossimi anni. 

CONFINDUSTRIA IMPERIA
Alberto Alberti