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I confini del diritto, in un’ottica interdisciplinare, abbracciano l’intero contesto giuridico e ordinamentale delle Nazioni. Sono tante le novità legislative contenute in disposizioni - siano esse di rango europeo o nazionale, fonti regolamentari o decisioni di giudici nazionali ed europei - che per ottenere i risultati auspicati necessitano di essere analizzate mediante un punto di vista “professionale”. Nasce da qui l’incontro con Maurizio d’Albora - avvocato e senior partner dello Studio Carnelutti di Napoli, fondatore e partner dello Studio Carnelutti di Mosca - per parlare di “arbitrato”, relativamente al mercato dello shipping e della compravendita di materie prime e di “diritto societario”, in particolare nelle controversie tra i soci riguardanti l’approvazione o l’impugnativa di delibere assembleari e consiliari e la vendita di partecipazioni sociali. Materie vitali, che toccano da vicino imprenditori grandi, medi e piccoli, interessando aspetti societari e familiari. “La sacralità del lodo arbitrale è ormai un lontano ricordo. Al giorno d’oggi non c’è lodo arbitrale che non venga impugnato dinanzi all’Autorità giudiziaria ordinaria, pregiudicando in tal modo il requisito di speditezza, neutralità e competenza che distingueva il ricorso al rimedio alternativo. Detto sistema andrebbe radicalmente modificato attraverso una compressione del diritto di impugnativa, oppure introducendo un “filtro” di preammissibilità che, eliminando iniziative chiaramente dilatorie, ridurrebbe enormemente i tempi del giudizio. Analogo discorso vale per l’istituto della mediazione che, al contrario di quanto si pensava, sta provocando, spesso inutilmente, un notevole allungamento dei tempi di causa”. Ma quando l’imprenditore deve optare per l’arbitrato piuttosto che per il contenzioso? “In molti settori del diritto vi è la obbligatorietà del ricorso all’arbitrato: i singoli operatori, nello stipulare i contratti, sono di fatto obbligati dalla prassi e da Trattati internazionali ad affidarsi, per la soluzione di eventuali controversie, alla decisione di detti organismi. Al di fuori di tale ipotesi - evidenzia d’Albora - l’altra materia nella quale è particolarmente diffuso l’istituto dell’arbitrato è quella del diritto societario: sovente vi è l’inserimento della clausola arbitrale nello stesso Statuto sociale, con la particolarità che, in base a una recente legge, gli arbitri vengono tutti designati non dalle parti, ma dal Tribunale”. Maurizio d’Albora, senior partner dello Studio Carnelutti, avvocato d’impresa, fondatore della Camera Arbitrale Italiana, general counsel di gruppi italiani ed esteri, esperto di diritto societario e di contenzioso ordinario e arbitrale, autore di numerose pubblicazioni scientifiche, partecipa a numerosi consigli di amministrazione.

Studio Carnelutti
Maurizio d’Albora