RICERCA & INNOVAZIONE
I pericoli che arrivano dal vento
I temporali sono fra le massime cause di devastazione naturale. Come tenerne conto a livello costruttivo?

Fra gli eventi naturali, la massima causa di devastazione e morte non è il terremoto (come intuitivamente si potrebbe pensare), bensì il vento, soprattutto nei paesi interessati dai cicloni tropicali: al punto che l’ONU ha riconosciuto il vento come elemento strategico per la sicurezza mondiale. E se sui cicloni si sa molto, è meno studiato l’altro fenomeno connesso alle devastazioni ventose, ovvero i temporali. Iniziato da circa un anno, il progetto H2020 “Thunderr” è un AdG di ERC che intende studiare i temporali e il loro effetto sulle costruzioni: se ne occupa lo staff del Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica e Ambientale dell’Università di Genova coordinato dal professor Giovanni Solari, che da molti anni è un luminare in

materia e ha già alle spalle diversi progetti, dai quali scaturisce l’attuale. “Io non ho mai visto cadere una costruzione alta a causa del vento – esordisce il professore - mentre ogni giorno crollano costruzioni medio-basse come gru, tettoie, capannoni, passerelle pedonali: e nel 95% dei casi ciò accade durante un temporale. Partendo da qui, vorremmo ricentrare la sicurezza e l’economia del costruito, sviluppando nuovi metodi di calcolo ingegneristico e spostando i costi dove sono necessari. Forse l’idea è ambiziosa, ma vediamo dove riusciamo ad arrivare”. Per iniziare, lo staff del DICCA ha acquistato uno strumento rarissimo - un sensore che misura il vento con un raggio di 12 chilometri – e lo ha installato nel porto di Genova. Un gruppo di giovani dottorandi avrà il compito, nei prossimi quattro anni, di studiarne i dati, mentre il confronto con altri atenei specializzati nei temporali, nel vento o nella meteorologia (la Western University in Canada, l’Università di Eindhoven e quella di Berlino) serviranno anche a capire se i temporali stanno aumentando, e crescendo di intensità, nell’ambito del climate change. Ed è già attivo il sito del progetto, www.thunderr.eu, all’interno del quale verificare i progressi ottenuti.