RICERCA & INNOVAZIONE
I robot che montano gli aerei
L’assistenza all’operatore nell’industria aerospaziale

In ambito aerospaziale, nella fase di assemblaggio delle componenti delle fusoliere, oggi le installazioni sono fatte a livello manuale: e certe operazioni – in primis il montaggio delle cappelliere, parti molto pesanti e ingombranti - richiede lo sforzo di almeno tre persone. Ma se gli operatori fossero aiutati da robot collaborativi, le operazioni potrebbero essere altrettanto efficaci ma meno faticose. L’assistenza all’operatore nell’industria aerospaziale è al centro di un H2020 denominato “Eureca” e completamente curato da partner italiani: il coordinamento è dello STIIMA, l’Istituto di sistemi e Tecnologie Industriali Intelligenti per il Manifatturiero Avanzato del CNR, coadiuvato da IT+Robotics (uno spin off dell’Università di Padova) e dalla società aerospaziale Protom. “Precisiamo subito che l’obiettivo del progetto è assistere l’operatore, non eliminarlo – esordisce Loris Roveda dello STIIMA -. L’apporto umano resta fondamentale, in fase di controllo o di failure, se il robot va guidato o gli si deve insegnare un’operazione”. Il sistema studiato dal progetto è composto da tre robot: una piattaforma mobile, un robot collaborativo e uno progettato da STIIMA (che sta finendo di realizzarne il prototipo). La piattaforma serve a posizionare tutti i componenti dentro la fusoliera, nella posizione in cui vanno installati; il robot collaborativo provvede ad installare i componenti più piccoli; quello di nuova ideazione consente infine di installare le componenti di grandi dimensioni, come appunto le cappelliere. Il tutto guidato da apposite videocamere. “Eureca” si integra poi con un secondo progetto, “Effortless”, direttamente finanziato dall’Istituto e inizialmente pensato per l’automotive. “Stiamo costruendo un esoscheletro del robot collaborativo – conclude Roveda -: qualcosa di indossabile a livello di braccia per assistere l’operatore, in un contesto industriale, nelle operazioni di trasporto e sollevamento”. Entro fine anno, il prototipo dovrebbe essere pronto per il brevetto: poi, probabilmente, nascerà un’apposita start up per promuoverlo…