RICERCA & INNOVAZIONE
Il gas che alimenta le navi nel porto
Una soluzione sperimentale per ridurre l’inquinamento  da carburante quando i natanti sono attraccati

Quando le navi attraccano in porto, per mantenere le principali funzioni vitali il motore resta acceso, con un inevitabile inquinamento da carburante. L’alternativa legata all’alimentazione elettrica – già sperimentata in alcune parti del mondo – non sempre è applicabile, per questioni normative e di potenza. Ecco allora farsi largo una nuova ipotesi: quella del gas. Con un’idea partita laddove la materia prima è a portata di mano: a Ravenna, città che vanta un porto importante e significativi giacimenti di gas naturale al largo della costa. Da qui muove il progetto “Clean Port”, finanziato dall’Emilia-Romagna nell’ambito del POR-FESR 2014-2020 e coordinato dal professor Alfredo Liverani della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Bologna. Ma non si limita a ipotizzare soluzioni basate su stoccaggi in loco: partendo dal Liquefied Natural Gas, che si può mantenere a -130° risparmiando notevole spazio, punta a replicare il modello anche altrove. “Intanto, nei prossimi mesi ristruttureremo uno dei traghetti in uso a Marina di Ravenna per creare un prototipo di piccole dimensioni su cui sperimentare il progetto”, racconta Liverani -. Se il “pilota” funziona, cercheremo di coinvolgere il Ministero della Marina a protocollare la soluzione a LNG: mentre stiamo presentando anche un progetto H2020 sullo stesso tema, per spingere anche a livello europeo…”.