RICERCA & INNOVAZIONE
L’integrazione delle discipline
Salerno diventerà un riferimento per le scienze omiche

L’Università di Salerno si è posta l’obiettivo di diventare un punto di riferimento internazionale per le cosiddette “scienze omiche”: quelle, come definite dalla Treccani, “che utilizzano tecnologie di analisi che consentono la produzione di informazioni (dati), in numero molto elevato e nello stesso intervallo di tempo, utili per la descrizione e l’interpretazione del sistema biologico studiato”. Per farlo, è importante innanzitutto l’integrazione di diverse discipline. “A seguito della mia elezione a Direttore del Dipartimento di Farmacia – spiega il professor Pietro Campiglia -: ora intendo coordinare il know how dei colleghi, che sono una sessantina, e quindi di creare un’interazione con i Dipartimenti di Medicina e Ingegneria informatica: questa è la sfida reale del mondo accademico. Prima occorre integrare l’approccio proveniente

da diverse competenze (chimico, tecnico, medico, farmacologo, biologo), poi servono analisi rapide, tramite l’intelligenza artificiale, per estrapolare dati significativi”. Nello specifico, il Dipartimento di Farmacia opera da anni su diversi settori: la chimica farmaceutica classica; l’area innovativa che parte dalla metabolomica (cioè l’identificazione di metaboliti, un target per l’individuazione precoce di patologie); e una parte di nutraceutica, che sta avendo una ricaduta importante sia come ricerca e innovazione, sia in termini economici. “Cerchiamo di mettere assieme queste anime diverse su tematiche, come ad esempio il tumore – continua Campiglia -. Partendo dalla diagnostica molecolare, che possa classificare la pericolosità del tumore, e arrivando a come molecole di sintesi e nutraceutici possano rallentare la crescita tumorale”. Ovviamente è un sistema integrato con la ricerca a livello internazionale e con le aziende che lavorano nel settore, per poter essere facilmente trasferita al mondo industriale. “Non è un unico progetto, ma una ventina correlati fra loro: vogliamo realizzare un sistema di medicina di precisione coinvolgendo gli stakeholder della ricerca, del territorio campano ma anche oltre…”.