RICERCA & INNOVAZIONE
L’alchimia, parente stretta della chimica
Una ricerca sulle conoscenze alchemiche dalla Mesopotamia al Medio Evo

Nell’opinione corrente, spesso il termine alchimia è associato al Medio Evo, e a chi cercava di trasformare metalli in oro. Ma la storia dell’alchimia risale a molto prima, ed è in buona parte assimilabile a quella della chimica: i due termini hanno la stessa radice, a conferma di un’evoluzione storica che si è sviluppata di pari passo, spesso coincidendo. Un processo mai raccontato per intero: ci prova ora il progetto “AlchemEast”, un H2020 ideato e coordinato da Matteo Martelli, giovane professore di Storia della Scienza al Dipartimento di Filosofia dell’Università di Bologna. In stretta collaborazione con il Dipartimento di Chimica dello stesso ateneo, e con un pool di collaboratori sparsi fra Europa e Stati Uniti, Martelli sta esaminando un corpus di testi che parte fin dalla Mesopotamia, 3500 anni fa, e comprende contributi greci, egiziani, siriaci, romani, arabi. “L’obiettivo è duplice – racconta –: da un lato, rendere accessibili, in inglese, fonti mai tradotte; dall’altro, scrivere una storia dell’alchimia pre-medievale. Con la possibilità di dar vita, oggi, ad alcuni esperimenti chimici teorizzati secoli fa, grazie al pool diretto dalla professoressa Maini”. E magari di sottolineare come quella della chimica sia una storia globalizzata, nella quale ogni cultura ha dato il suo fondamentale apporto…