RUBRICHE
L’arteria d’acqua che alimenta il territorio
Il Canale Emiliano Romagnolo trasporta acque irrigue da Bondeno a Rimini

Centotrentacinque chilometri di canale da Sant’Agostino, nel cuore della bassa ferrarese, a Cesena, 60 metri cubi d’acqua al secondo, 336mila ettari di territorio attraversato: sono numeri che da soli potrebbero dire ben poco, ma se applicati a una particolare zona - quello spicchio di Pianura Padana compreso tra il Po ferrarese e la Romagna così vocato all’agricoltura su vasta scala - allora le cose cambiano radicalmente. E siccome sono i numeri del Canale Emiliano-Romagnolo, si spiega facilmente quanto questa struttura, che conta ormai più di mezzo secolo di vita, sia ancora oggi così fondamentale per il successo dell’agricoltura come spina dorsale dell’economia del territorio. “Il primo progetto per un canale di irrigazione che dal Po servisse tutte le province della regione, da Piacenza a Rimini - spiega il presidente Massimiliano Pederzoli - risale al ‘600, ma solo negli anni prima dell’ultima guerra si arrivò a una definizione della struttura, che fu realizzata nella versione attuale soltanto nel 1955. E possiamo dire che, contando anche il tratto del Cavo Napoleonico che collega Sant’Agostino con il Po, siamo il canale per irrigazione più lungo d’Italia, oltre a disporre della più importante concessione idrica in regione. Il Canale, perciò, è una struttura di importanza strategica per tutta l’economia del territorio come dimostrato durante l’estate del 2017, quando contribuimmo a limitare i danni dovuti alla siccità, incrementando la produzione lorda vendibile di almeno 400 milioni di euro”. Oggi il CER rifornisce di acqua per irrigazione le aziende agricole nelle province di Ferrara, Modena, Bologna, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini. Tra i suoi soci, oltre ai diversi Consorzi di Bonifica dei territori attraversati, rientrano anche grandi aziende come il Petrolchimico di Ravenna, la cui collocazione venne individuata da Enrico Mattei proprio in ragione della presenza delle acque del Canale. Inoltre, fornisce acqua per il potabile a importanti aziende multiservizi come Hera a Imola e Romagna Acque a Ravenna. Infatti, col tempo, il CER ha iniziato a destinare le proprie acque anche per usi extra-agricoli: “Attraverso la collaborazione con queste aziende - prosegue il presidente Pederzoli - siamo entrati nelle forniture idriche di acqua per il potabile. Attraverso i nostri impianti alimentiamo la rete idrica di tutta la riviera romagnola e delle nostre acque fanno uso anche aziende importanti come la Amadori. Inoltre garantiamo ai nostri soci una serie fondamentale di servizi che abbiamo sviluppato in oltre 70 anni di ricerca scientifica: si tratta di servizi per agevolare un impiego ottimale delle acque irrigue tramite la piattaforma regionale Irrinet, che è collegata alla rete nazionale Irriframe, mentre il nostro centro di ricerca Acqua- Campus, piccolo ma molto efficiente, è riconosciuto a livello europeo per la sua professionalità: basti pensare che quando il Ministero dell’Agricoltura diede il via alla realizzazione del CER, pose subito come condizione quella della realizzazione di un centro ricerche e sperimentazioni. Grazie ai risultati del Centro riusciamo a fornire agli agricoltori, oltre alle acque, anche tutte le informazioni irrigue capaci di permettere la più efficiente ed economica utilizzazione dell’acqua, per produrre il massimo con la minima quantità d’acqua”.

E il CER si sta preparando a una serie di importanti investimenti per poter fornire ai propri associati un servizio sempre migliore: “Abbiamo reperito fondi ministeriali per l’ammontare di 40 milioni di euro - conclude Pederzoli - che saranno impiegati per l’ammodernamento dell’impianto di sollevamento sul Po a Bondeno, impianto da cui dipendono le fortune dell’agricoltura in mezza regione, ma che sente il peso degli anni. Poi abbiamo un vasto progetto per il rifacimento del rivestimento degli argini del Canale nei tratti più datati, che ci consentirà di limitare le infiltrazioni e di proseguire i lavori di prolungamento del Canale in territorio riminese, dove abbiamo appena completato un nuovo tratto di due chilometri”.