RUBRICHE
L’ecosistema dell’innovazione spinta
In Carinzia, incubatore di pensiero, produzione hi-tech e ricerca

In tempi di confini aperti, culturalmente e geograficamente, gli imprenditori italiani hanno la possibilità di trovare nuove opportunità di business anche in altri Paesi. Lo scopo primario non è quello della delocalizzazione, bensì del rapporto con altri ecosistemi industriali che, magari, hanno sviluppato competenze specifiche, o che sono attrattivi dal punto di vista della ricerca scientifica, delle collaborazioni con il sistema scolastico e accademico. La Carinzia, in Austria, esattamente abbracciata a Italia e Slovenia, si sta segnalando proprio per queste peculiarità: le sue città più importanti sono diventate, infatti, il riferimento per l’innovazione spinta, il tutto collocato in un panorama esteticamente pregevole. A supportare, a livello internazionale, lo sviluppo del territorio carinziano all’insegna delle opportunità industriali, è Babeg, l’Agenzia Carinziana di promozione degli investimenti e gestione delle partecipazioni, di cui fa parte il dottor Michael Zwantschko. In questo spaccato di Austria, numerose aziende provenienti da altri Paesi si stanno concentrando e creando veri “incubatori di pensiero” del futuro, nei più svariati settori, tra cui elettronica, microelettronica, mec catronica, sensorica, robotica e nel settore Ict. La cittadina di Villach, seconda per abitanti del Land della Carinzia, si sta specializzando nella micro e nanoelettronica, il “cuore” della digitalizzazione. In questo territorio si è insediata Infineon Technologies Austria, molto attiva nell’ambito della ricerca, in special modo per quanto riguarda i semiconduttori (usati nell’automotive, nelle applicazioni industriali, nell’energia, nella sicurezza digitale). L’azienda crede fortemente nel suo sito austriaco di Villach, al punto che nel mese di maggio ha comunicato che investirà, proprio per questa sede, 1,6 miliardi di euro per una nuova produzione di chip dotata dei più moderni standard dell’industria 4.0. I prodotti Infineon, anche se non conosciuti ai più, sono in realtà a bordo della quasi totalità - otto su dieci - delle automobili elettriche, nella regolazione della propulsione del veicolo. Un’altra azienda che sta crescendo a tassi interessanti è Flex, la cui sede ad Althofen è in fase di espansione. In questo caso, l’ampliamento della superficie produttiva, unitamente alle attrezzature di ultima generazione, ha comportato l’investimento di 20 milioni di euro. Nella piccola cittadina di Althofen, Flex produce moduli elettrici e apparecchiature per aziende internazionali del settore automotive, del medicale e di altri comparti. Se fosse unicamente una questione “logistica”, oppure di opportunità di investimento, la Carinzia non sarebbe poi diversa da tanti comuni italiani. C’è, invece, in questo territorio, un collante prezioso che fa la differenza: è la capacità di lavorare a strettissimo contatto con il mondo della ricerca. In Carinzia sono attivi ben cinque centri di ricerca extra-universitari che, insieme ai progetti seguiti dall’Università Alpen Adria e dalla Fachhochschule Kärnten, rendono il Land davvero virtuoso. Basti pensare che il più grande centro di ricerca extra-universitario, il Carinthian Tech Research CTR, è uno dei maggiori di tutta l’Austria nel settore della sensorica intelligente e dell’integrazione dei sistemi. In futuro il CTR diventerà una delle tre sedi dei Silicon Austria Labs (iniziativa di investimento di ricerca del Ministero federale dei trasporti, dell’innovazione e della tecnologia rivolto all’industria elettronica austriaca nel campo dei sistemi elettronici). Se Villach è diventata attrattiva per le aziende specializzate nella micro e nanoelettronica, il capoluogo della Carinzia, Klagenfurt, ha invece spalancato le proprie porte alle aziende operanti nell’Ict. Come nella migliore tradizione statunitense, in città è stato costruito, su un’area di 34 mila metri quadrati, il Lakeside Science und Technology Park, campus dedicato all’Ict che, anche in questo caso, può vantare interessanti sinergie fra impresa, ricerca e istruzione. Presso il Lakeside Science und Technology Park operano oltre 70 imprese, tre centri di ricerca extra-universitari e l’incubatore delle start-up carinziane, per un totale di 1.300 dipendenti, che raddoppieranno al termine dei lavori di ampliamento. Proprio questa “fertilità intellettuale”, che coinvolge tanti mondi affini, è stata il motivo che ha spinto anche il Joanneum Research a trasferire a Klagenfurt il proprio settore di ricerca dedicato alla robotica e alla meccatronica. All’imprenditore italiano potenzialmente interessato a diventare parte di un progetto di innovazione davvero di ampio respiro e dalle prospettive di business certe e in crescita, la Carinzia porta in dote una posizione geografica invidiabile (lungo l’asse baltico-adriatico e l’asse dei Tauri), insediamenti industriali sostenibili e collocati in ambienti naturali; un’attitudine al lavoro, alla ricettività e una elevata competenza dei propri professionisti, oltre a un sostegno da parte della politica proprio a favore dell’economia, che porta con sé benessere diffuso. Come si dice in Carizia: “Lavorare dove gli altri fanno ferie”.