RICERCA & INNOVAZIONE
Metalli e reflui: come riutilizzarli
Metalli e reflui: come riutilizzarli

Sostenibilità ambientale ed economia circolare sono due concetti fondamentali per il futuro del nostro pianeta. E sono anche il filo rosso che guida l’attività di ricerca del DIIIE, il Dipartimento di Ingengneria Industriale e dell’Informazione e di Economia dell’Università dell’Aquila.  Che in questo periodo è protagonista, fra le altre cose, di due importanti progetti europei - l’H2020 “Fenix” e il Life “Bitmap” – accomunati proprio da obiettivi di sostenibilita e circolarità. Il primo ha come scopo il recupero di metalli preziosi (oro, argento, palladio…) e di base (rame, zinco, nichel…) da rifiuti elettronici. Grazie ad un sistema brevettato proprio dall’ateneo abruzzese, il processo parte da una fase sperimentale di laboratorio (nella quale si utilizzando anche reagenti prodotti in maniera biotecnologica) per arrivare alla realizzazione di un impianto pilota, e infine ad un possibile modello di business (ideato assieme al Politecnico di Milano, che è a sua volta partner del progetto).  Il Life “Bitmaps” parte dallo stesso approccio metodologico: si basa su una ricerca fatta dal DIIIE assieme a LFoundry, una grossa azienda di Avezzano che realizza microchip e che – utilizzando reagenti chimici nel processo produttivo – dà vita a rifiuti dagli elevati costi di smaltimento. Anche qui, grazie ad uno specifico brevetto dell’Università dell’Aquila, il progetto prevede di trattare questi rifiuti come reflui, per via biologico-chimica.  “Invece di spendere soldi per smaltirli, con questo processo abbiamo trattato i materiali a costi molto più vantaggiosi – spiega il professor Francesco Vegliò, coordinatore del gruppo di ricerca universitario nonché di entrambi i progetti -.  Il pilota ha funzionato molto bene: ora stiamo cercando di capire quanto costerebbe un impianto vero e proprio”.  In prospettiva concreta, l’università ha anche dato vita ad uno spinoff, Smart Waste Engineering, che collabora ad entrambi i progetti. “L’obiettivo è quello di costruire impianti specifici al termine dei progetti a cui stiamo lavorando: e del resto ci sono già diverse aziende europee interessate ad utilizzare questo processo, che è davvero interessante dal punto di vista ambientale…”.