RICERCA & INNOVAZIONE
Nanoparticelle contro gli inquinanti
Macromolecole in grado di assorbire elementi tossici in soluzioni liquide

Se in una soluzione liquida sono presenti elementi inquinanti, è possibile realizzare nanoparticelle in grado di riconoscerli e di assorbirli? è questa la sfida a cui ha l’obiettivo di rispondere il progetto “Nanodrive”, una Marie Curie Individual Fellowhsip di cui è beneficiaria la dottoressa Barbara Capone del Dipartimento di Scienze dell’Università Roma Tre. “Le prime macromolecole in grado di assorbire inquinanti in soluzione sono state realizzate sperimentalmente – esordisce Capone -. La parte relativa a come rendere selettivo l’assorbimento sta procedendo, e stiamo riuscendo a disegnare materiali in grado di farlo”. Un aspetto non semplice, perché nelle soluzioni acquose ci sono tantissimi materiali inquinanti, e filtrarne solo uno è molto complesso dal punto di vista chimico. “L’obiettivo è capire i meccanismi che possano disegnare macchine molecolari che siano in grado di fare ciò in maniera controllata”. È importante sottolineare anche una serie di applicazioni pratiche importanti: “Abbiamo diverse collaborazioni ad attività sia Europa che in paesi in via di sviluppo – chiude Capone -: è una delle nostre grandi ambizioni. E ci stiamo spostando anche nella green chemistry e nel riciclo di materiale organico…”