DOSSIER
Orientati al futuro
Comi, una marcata progettualità aperta a nuovi segmenti e mercati

Un giro d’affari con una percentuale di crescita del 10% nell’ultimo biennio e una copertura del 70% del mercato mondiale: sono questi i primi dati che ci fornisce Franco Ballabio, ceo del Gruppo Comi Spa, dal 1973 leader nella progettazione e realizzazione di macchine di termoformatura all’avanguardia, con focus sul settore dell’industria del frigorifero. L’azienda include un gruppo d’imprese complementari alla holding, acquisite negli anni, per offrire alla clientela globale un servizio completo a 360 gradi. “Comi propone il miglior Made in Italy tecnologico ai clienti, con spessori e qualità dei macchinari che altri competitor non garantiscono. Non solo nel comparto frigorifero, ma anche, ad esempio, nelle isole di lavoro per automotive, nell’ambito della fresatura, settori in cui stiamo crescendo con progetti importanti. D’altro canto, grazie all’ampia gamma di prodotti di produzione propria, Comi è un partner qualificato per fornire progetti anche a settori complessi come l’aerospace” spiega Ballabio. Il servizio turnkey, ossia assicurare ai clienti non solo una macchina, ma una soluzione produttiva altamente performante in tutte le condizioni di lavoro, è da sempre un caposaldo per l’impresa bergamasca, che conta 200 dipendenti, una previsione di fatturato per il 2019 di 50 milioni di euro, generato per il 95% dai mercati esteri e un investimento costante in R&S pari al 3%. “A proposito di ricerca e innovazione, abbiamo venduto una pressa da laboratorio in Cina a un’università che sviluppa materiali compositi per l’automotive, inaugurando una proficua collaborazione. Ma la nostra progettualità in questo periodo copre più fronti: abbiamo acquistato 35.000 metri quadri di terreno per il nuovo headquarter che contiamo di rendere operativo nel 2021: si tratterà di un polo strutturato a divisioni, che accorperà produzione e uffici.” L’azienda ha recentemente acquisito un’impresa di Portogruaro che realizza macchine per la lavorazione della lamiera per i frigoriferi e il settore del bianco in genere. Oltre alle sedi di Zingonia, Levate e Vigevano, dal primo luglio scorso, Comi ha inaugurato un ufficio a Dubai dove operano otto persone per la compravendita di macchine utensili per il Middle East e l’Europa e quattro persone per la fase di post vendita. “Dubai è un punto nevralgico per lo sviluppo dell’assistenza tecnica del gruppo, è al centro del mondo, tra USA, Europa e Asia con ottimi collegamenti aeroportuali” argomenta Ballabio. Ma non è tutto: Comi sta per aprire un ulteriore ufficio commerciale a Qingdao in Cina, dunque si schiudono orizzonti commerciali sempre più a Est. “Inoltre, da circa un anno e mezzo abbiamo iniziato a commercializzare presse a iniezione per il settore termoplastico e presse a iniezione per il comparto gomma, due segmenti differenti rispetto al nostro core-business, nei quali riscontriamo un buon feedback. Questa diversificazione sta partendo dall’Italia, ma abbiamo in programma di spingerci dapprima in Europa, quindi nel Middle East”. Ad aiutare Franco Ballabio in quest’impegnativa opera di ampliamento, diversificazione e orientamento al futuro, vi è il neo direttore generale Giovanni Nozza, operativo in azienda dal primo luglio. “Insieme anche a Michele Domenghini, recentemente entrato a far parte del Cda, affronteremo mercati internazionali sempre più competitivi che richiedono il massimo dell’expertise aziendale. D’altro canto, l’affiatamento del team in Comi è sempre stato un punto di forza e…con le persone giuste potremmo raggiungere traguardi ancora più prestigiosi, sempre in nome dell’eccellenza del Made in Italy” conclude Ballabio.