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Passioni di Calabria  
Magna Græcia vini, il fascino di vitigni centenari mai scal to nel tempo

Una proprietà di 22 ettari in uno dei luoghi più affascinanti al mondo, tra il parco della Sila e il parco del Pollino, dove il vignaiolo Francesco Granata porta le sue cure al vigneto autoctono. Le uve sono lasciate sulla vite  no ad ottobre per una lenta maturazione e un lento ammorbidimento della buccia. Nello stesso periodo, Francesco gattona sotto ogni vite per togliere le erbacce lasciando solo le tre piante che conosce meglio: la viola messanensis; la soldanella montana e la genista silana, pianta endemica calabrese. Questi profumi si troveranno nella degustazione di questo vino unico. Un Igp dal nome nobile, Baronè (nomignolo della famiglia Granata), il rosso prodotto da uve guarnaccia nera, il bianco da uve pecorello a bacca bianca. Un nettare per pochi. La produzione è limata a sole 40.000 bottiglie. La vigna potrebbe dare di più, ma la dura selezione degli acini lascia sulla vite solo i grappoli migliori, quelli più esposti al sole. Vincenzo,  glio di Francesco terminati i propri studi in Ingegneria è volato in California e poi in Francia e nel nord Italia per apprendere le innovazioni dell’enologia, per poter condividere con il padre questo amore per la vigna.