RICERCA & INNOVAZIONE
Quanti prodotti grazie agli scarti
I residui della lavorazione di legumi, funghi e caffè verranno diversamente riutilizzati

Dagli scarti della lavorazione di legumi, funghi e caffè, possono prendere forma molti nuovi prodotti. In una logica spinta di economia circolare, grazie ad un processo di bioraffineria a cascata, i livelli di riutilizzo dei sottoprodotti sono molteplici: tanto che il progetto “Prolific” - un H2020 che ha come coordinatore scientifico il Dip. BiGeA dell’Università di Bologna – prevede di dare vita a ben 16 differenti prototipi di prodotti testati (quindi a livello già preindustriale), su quattro diverse tipologie di mercati. Dal food alla cosmetica, dalla mangimistica al packaging: gli scarti lavorati, insomma, possono servire – a seconda dei casi e dei livelli raffinazione - per produrre cibi a base cereale per vegetariani, creme antiage, mangimi per maiali e polli ad alta concentrazione di caratteristiche nutrizionali, contenitori per cibo. Una delle ipotesi più curiose riguarda il caffè: grazie a Illy, che è coinvolto nel progetto, dagli scarti del prodotto si cercherà di dar vita alle capsule compostabili per contenere la bevanda stessa… “Noi ci occupiamo della caratterizzazione di tutte le molecole e di tutti gli ingredienti”, spiega la professoressa Annalisa Tassoni dell’Alma Mater, che ha ideato e scritto il progetto, e che oggi ne è il coordinatore scientifico. I risultati sono attesi fra tre anni.