DOSSIER
Radici robuste per proteggere il territorio
Frantoio Venturino, quando qualità e sudore danno valore alla terra

Che cosa significa appartenenza? Nell’epoca della globalizzazione, ha ancora senso puntare tutto sulla propria terra? Quesiti certo non semplici, per cui la famiglia Venturino, dagli anni Quaranta al timone dell’omonimo frantoio di Diano San Pietro, in provincia di Imperia, ha tuttavia la risposta pronta: è necessario lottare giorno dopo giorno, nel tentativo di rendere le proprie radici sempre più robuste. “La nostra azienda - racconta Valter Venturino, titolare del Frantoio Venturino Bartolomeo - è fortemente legata al suo territorio di appartenenza, di cui trattiamo le due materie più rappresentative: le olive taggiasche e il basilico Genovese DOP, con le quali costruiamo la nostra offerta commerciale, espressione migliore della tradizione regionale ligure, sia a marchio Venturino che a marchio di rinomate insegne nazionali e internazionali”. Un legame, quello con il territorio del Ponente ligure, che si rafforza di generazione in generazione e che passa attraverso la valorizzazione delle sue eccellenze, a partire dalle circa 15mila piante secolari di uliveto monocultivar Taggiasca, di proprietà dell’azienda agricola di famiglia, il cui ampliamento, anche e soprattutto attraverso il recupero di terreni in disuso, costituisce l’obiettivo prioritario e una delle principali voci di investimento del Frantoio Venturino. Integrazione con il mondo agricolo, accorciamento della filiera agroalimentare, diretta partecipazione della famiglia alle attività strategiche aziendali, controllo diretto dei processi produttivi e un’offerta commerciale con una forte identità territoriale: queste sono le linee più importanti che guidano il processo di crescita e di ammodernamento del Frantoio Venturino Bartolomeo. Inoltre, con l’ingresso di Tiziano e Alessandro Venturino, la storia del Frantoio è giunta ormai alla terza generazione.

FRANTOIO VENTURINO BARTOLOMEO SRL
Valter Venturino