DOSSIER
Risposte efficaci e immediate per il ponte Morandi  
La posizione di Paola Noli e Barbara Banchero, le due donne ai vertici di Cna Genova

Cna Genova è una Associazione di rappresentanza degli interessi delle piccole e medie imprese e dell’artigianato del territorio della città metropolitana, che ha due donne al vertice, la presidente Paola Noli e la segretaria Barbara Banchero. Sono circa 4mila le imprese associate, con prevalenza nei settori dell’edilizia, della produzione, del benessere e dell’enogastronomia. Imprese sulle quali l’impatto delle recenti vicende genovesi rischia di essere devastante. “Il crollo del ponte Morandi non riguarda solo Genova e la Liguria, riguarda quantomeno tutto il Nord Ovest”. Ha le idee chiare la presidente di Cna Genova, Paola Noli, nell’indicare la portata della tragedia del 14 agosto e le sue ripercussioni sul paese. “Noi Associazioni abbiamo chiesto che vengano adottate misure economiche straordinarie”, ha spiegato Noli. “Servono almeno altri 300 milioni di euro per tamponare l’impatto sull’economia locale, scongiurare la chiusura di molte aziende e il rischio che quanto oggi arriva in porto sia dirottato altrove”.  Le Associazioni, insieme alla Camera di Commercio, hanno impiegato 7 giorni per riscrivere il decreto partorito dal Governo per intervenire a Genova dopo il crollo del ponte Morandi. Tra le proposte suggerite all’Esecutivo: un signifi cativo sostegno alla mobilità ferroviaria per alleggerire il traffi co stradale, il superamento della logica dell’aiuto alle aziende in regime di “de minimis”, l’istituzione per un massimo di 5 anni di una apposita Zona Economica Speciale, la riduzione temporanea dei canoni di concessione demaniale, l’introduzione della Cassa in deroga per le imprese, l’incremento del personale delle Agenzie delle dogane e dei monopoli. “È stato un evento terribile che la città vorrebbe superare con le proprie forze,

ma non è possibile”, ha osservato la presidente Noli. “Abbiamo bisogno di certezze e ne abbiamo bisogno in tempi brevi. Ogni giorno in più che passa vuol dire la fi ne del porto più importante del Mediterraneo e un dramma occupazionale ed economico di proporzioni incalcolabili”. “Dal governo - ha concluso Noli - non ci aspettavamo una diatriba sul tipo di ponte da costruire e un impianto di norme ricorribili. Abbiamo bisogno di un ponte essenziale e di risposte effi caci e immediate”. Forte preoccupazione sulle tempistiche di intervento è stata espressa anche dal segretario di Cna Genova, Barbara Banchero, che alla situazione del ponte Morandi ha aggiunto i danni causati dalle mareggiate che hanno colpito la Liguria il 29 ottobre. “I tempi di rifacimento si stanno allungando e la situazione sta prendendo una piega che preoccupa tutte le categorie economiche”, ha sostenuto Banchero. “A quest’oggi dobbiamo aggiungere i recenti avvenimenti che hanno devastato le nostre riviere e una situazione sullo sfondo piuttosto diffi cile”. Una situazione resa complessa da diversi aspetti. La pressione fi scale: a Genova servono 237 giorni all’anno a un’impresa per pagare le tasse (116° comune su 137). La burocrazia: per aprire un negozio di acconciatura servono 65 adempimenti, 71 per un bar. I dati sull’occupazione: nelle piccole imprese cala sul mese precedente anche a settembre (-0,4%) dopo lo scivolone di agosto (-1,2%). Mentre la crescita su base annua segna un deciso rallentamento, scendendo al 2,7% rispetto a settembre 2017, contro il +3,7% registrato nei 12 mesi intercorsi fra settembre 2016 e settembre 2017. “Siamo preoccupati di questa situazione complessiva, che rischia un’implosione”, ha concluso Barbara Banchero. “Dobbiamo tutti investire in soluzioni, perché il pessimismo non porta a nulla, ma il realismo è necessario e le soluzioni passano dal confronto con le categorie produttive”. 

Intervento della presidente di Cna Genova Paola Noli