DOSSIER
Il coraggio di innovare
Le nuove tecnologie e il legame col territorio sono alla base della crescita di Picone 

Chi entra nella sede della Picone Srl, noterà appeso al muro uno strano manoscritto dalla difficile interpretazione, che rappresenta al contempo una mappa e un monito: è un documento redatto da Vincenza Del Verme, direttore marketing dell’azienda di Sebastiano Picone, l’imprenditore di terza generazione oggi Ceo del gruppo. Indica intanto le linee guida di un cambiamento fortemente voluto dal giovane management, che in cinque anni ha rivoluzionato la fisionomia dell’azienda: trasformandola da un ‘normale’ grossista di pneumatici, con affari per lo più in Campania, ad un player di livello nazionale, apprezzato dai fornitori più significativi (è recente il gradimento ufficiale di Michelin) e già pronto al mercato globale. Ma, dicevamo, è al tempo stesso un monito: per ricordare ogni giorno la fatica fatta nell’innovare l’azienda, le feroci critiche ricevute dai concorrenti, la necessità di ringiovanire il personale puntando sulle persone più motivate. “La tradizionale metodologia del nostro lavoro non ci avrebbe garantito molto futuro”, ricorda convinta Del Verme. “Allora abbiamo scelto di rischiare, puntando sulla tecnologia, sull’informatica, sulla collaborazione con le grandi piattaforme di vendita on line. E, invece di crollare, siamo rifioriti”. La rinascita non si basa solo sulle nuove metodologie di distribuzione e sulla totale soddisfazione del cliente, ma anche su una lodevole operazione di marketing territoriale. Prignano, sede dell’azienda, è nel cuore del Cilento: fra i templi di Paestum e l’antica Elea, dove fiorì la scuola filosofica di Parmenide e Zenone. Uno dei più bei territori della Magna Grecia, oggi molto meno conosciuto di quanto meriti. Picone lo porta in giro con sé: ad esempio, aprendo una nuova linea dedicata al gelato (qui si fa il migliore d’Italia), che nelle fiere di automotive attrae centinaia di curiosi. Ma fanno parte della crescita anche le collaborazioni con Confindustria per portare in azienda scolaresche in visita, o la creazione di un nuovo servizio web dedicato alle officine. Insomma, un esempio dell’Italia migliore: quella che sa unire le radici territoriali al coraggio di innovare. E va, a testa alta, nel mondo.