DOSSIER
La cantina nella roccia a Furore
Marisa Cuomo, da antichi vitigni vini di pregio e di qualità

Nel comune di Furore, un piccolo borgo arroccato lungo sulla Costa Amalfi tana, lungo le scoscese balze dei monti Lattari, in incredibili cantine scavate direttamente nella roccia, con un microclima particolare e costante, riposa e si perfeziona il Fiorduva. Il vino più apprezzato dell’azienda Marisa Cuomo, nata nel 1980 quando Andrea Ferraioli, come regalo di nozze per la sua sposa Marisa, rileva il marchio “Gran Furor Divina Costiera” e dà vita all’azienda che porterà il nome dell’amata sposa. All’epoca, il giovane Andrea, insieme all’esperienza del famoso enologo Luigi Moio, ad un corretto uso delle moderne tecnologie ed un costante impegno, inizia a recuperare storici vitigni autoctoni (Fenile, Ripoli, Tronto, Sciascinoso) per produrre vini di pregio e di qualità di cui il Fiorduva è divenuto il più gradito tanto da conquistare nel 2006 l’Oscar di miglior vino bianco italiano. Grazie al duro lavoro di uomini e donne che, per mancanza di spazio, sono costretti a coltivare con il sistema del “pergolato” che prevede una sorta di griglia dove, pali incassati direttamente nella roccia, sostengono vitigni cresciuti in fazzoletti di terra a strapiombo sul meraviglioso mare della costa amalfitana, prosegue il recupero di storici vitigni autoctoni per produrre vini di pregio e di qualità.