RICERCA & INNOVAZIONE
Strumenti satellitari avanzanti al servizio dell’open science
Un’infrastruttura che rende interoperabili i dati relativi alle scienze della Terra solida 

Gli scienziati europei che si occupano di scienze della Terra solida – vulcanologi, geologi, sismologi e via dicendo – si trovano spesso a non avere strumenti adatti per gestire informazioni tra loro eterogenee. Immagini satellitari, misurazioni GPS, informazioni su faglie e terremoti (tanto per fare alcuni esempi) sono dati oggi largamente disponibili ma spesso tra loro non facilmente integrabili a causa di linguaggi, formati e standard differenti. “EPOS-IP” è un progetto europeo H2020 di grandi dimensioni, partecipato da diverse decine di partner, che ha l’obiettivo di rendere interoperabili i dati nell’ambito delle scienze della Terra solida: senza sviluppare infrastrutture nuove, ma dando vita a servizi web e metadati che rendano fruibili e accessibili a tutti gli utenti scientifici, qualunque sia la disciplina di provenienza, le informazioni raccolte e prodotte dagli enti di ricerca europei. Una piattaforma unica che sia utile non solo dal punto di vista tecnico, ma che fornisca alle varie comunità coinvolte anche uno strumento sostenibile, con precise regole di accesso e di governance. Fra i partner coinvolti nel progetto, c’è anche l’IREA, Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell’Ambiente del CNR. “Dopo quattro anni di lavoro siamo ormai in chiusura, in fase di testing – sottolinea Michele Manunta, responsabile di progetto per l’IREA e coordinatore della componente satellitare di EPOS. Noi ci siamo occupati in particolare di sviluppare algoritmi e procedure per l’elaborazione dei dati satellitari”. Lavorando con immagini radar si possono infatti misurare le deformazioni della superficie terrestre con accuratezza centimetrica, analizzando periodi di tempo anche molto lunghi a partire dal 1992. “Grazie al fondamentale contributo di ESA, che ha messo a disposizione una piattaforma (GEP, ovvero Geohazards Exploitation Platform) per l’accesso ai servizi satellitari di EPOS – conclude Manunta - possiamo distribuire servizi web avanzati che sfruttano il cloud computing. Il nostro scopo è integrare dentro EPOS i servizi satellitari delle istituzioni europee che abbiano infrastrutture in grado di condividere in modo controllato e verificabile una serie di informazioni utili per la comunità scientifica. E ora, giunti ormai a fine progetto, stiamo definendo un gruppo di utenti selezionati che possa iniziare a usare la piattaforma per eseguire i propri esperimenti scientifici”.