RICERCA & INNOVAZIONE
Sulle ali dell’innovazione
Una grande esperienza ingegneristica applicata al settore aeronautico

Uno spinoff dell’Università di Padova, nato all’inizio del decennio e diventato ormai ricercatissimo nell’ambito dei progetti europei legati al settore aeronautico. Parliamo di HIT09: cofondato e attualmente presieduto dal professor Ernesto Benini, docente di Ingegneria all’ateneo patavino, con la preziosa collaborazione dell’ingegner Rita Ponza, attuale Ad dell’azienda, grande esperta di elicotteri e convertiplani. Proprio in virtù di questo background, negli scorsi anni l’azienda ha collaborato a diversi progetti Clean Sky 1 relativi a velivoli rotorcraft (occupandosi di progettazione, studi di fattibilità, calcoli specifici, modelli matematici). Ma oggi il campo di attività si è ampliato: all’interno di Clean Sky 2, oltre a un paio di progetti appena avviati legati ai convertiplani, HIT09 è partner di altrettanti progetti che si occupano invece di velivoli ad ala fissa. Il primo progetto si chiama “X-Pulse”, ed è dedicato a meccanismi di controllo attivo del flusso su velivoli che montano innovativi motori ad elevato rapporto di by-pass,  che hanno dimensioni significativamente superiori a quelle dei motori attuali, e comportano problemi di integrazione con l’ala soprattutto nelle fasi di volo a basse velocità ed elevati angoli di incidenza (decollo e atterraggio). “Stiamo indagando sistemi innovativi, synthetic jets – spiegano Benini e Ponza -: attuatori che energizzano il flusso attraverso una membrana per ritardare la fase di stallo dell’ala”. Altrettanto significativo è il progetto “Optimorph”, in cui HIT09 è leader in collaborazione con l’Universita di Swansea. Il tema è il design di una particolare tipologia di ali, di difficile implementazione almeno su aerei per trasporto civile. “Parliamo del sistema “morphing”: stiamo cercando di progettare ali che, a seconda delle condizioni di volo, mutino la loro forma, per adattarsi a specifiche condizioni ed essere ancor più aerodinamiche”. Il progetto ha l’obiettivo di dare vita a strumenti integrati di progettazione che tengano conto simultaneamente dei requisiti aerodinamici e di quelli strutturali. “L’ente con cui ci interfacciamo è il Fraunhofer Institute – chiudono i due ingegneri - a sua volta partner di Clean Sky 2, che fornirà i risultati al vettore europeo, Airbus. Il quale dovrebbe poi implementare i nostri risultati costruendo un modello concreto, da testare in galleria del vento, che possa infine essere applicato sia a velivoli civili che militari”.