DOSSIER
Verso nuovi orizzonti
Bergamo e il suo hinterland prendono il volo, grazie all’espansione e alla progettualità dell’aeroporto Caravaggio, terzo scalo nazionale

Un territorio, quello bergamasco, fortemente connotato dal settore industriale, il quale rappresenta il 53% delle attività; al suo interno il comparto maggiore è l’edilizia (15%), seguito dalla meccanica, dal tessile, dall’abbigliamento e dal chimico-plastico. Il settore terziario raccoglie il 44% dell’economia provinciale, mentre le attività agricole non superano il 3%. E che dire dell’export? Si tratta di un’attività che la colloca tra le prime quattro zone nel quadro nazionale, grazie a un sistema industriale orientato all’internazionalizzazione. Bergamo è, per estensione la quarta provincia della Lombardia: delimitata da due fiumi - l’Oglio a Est, l’Adda a Ovest - e stretta a nord dalle Alpi Orobie, si schiude verso la grande pianura a Sud, in uno spazio molto ben organizzato. In particolare, attorno all’autostrada A4, vi è una sorta di elisse che ospita i due terzi della popolazione regionale e numerose aziende del territorio. Al centro si distingue l’aeroporto internazionale di Milano Bergamo, che porta la denominazione de il Caravaggio, che consente a Bergamo, al suo hinterland e alle province vicine di aprirsi sull’Europa e sul mondo. Uno scalo che ben testimonia l’economia fiorente di questa zona, poiché dà lavoro a 9000 dipendenti direttamente legati ad attività inerenti all’aeroporto e ad altrettanti collaboratori indiretti. Considerando l’indotto, il Caravaggio coinvolge 24.000 persone, per un valore economico di un miliardo di euro annui, pari all’8% del Pil bergamasco. Risale al 16 luglio 1970 la costituzione della società per azioni Sacbo (acronimo di Società per l’Aeroporto Civile di Bergamo - Orio al Serio), come ci

racconta Roberto Bruni, presidente di Sacbo e sindaco di Bergamo dal 2004 al 2009, dunque figura radicata nel territorio e gran conoscitore di questa provincia.  “Inizialmente questo era un aeroporto militare, ma in seguito i grandi imprenditori bergamaschi avvertirono l’esigenza di dotarsi di una struttura come lo scalo attuale che nacque per l’iniziativa di soci pubblici e privati. L’apertura al traffico aereo civile dell’infrastruttura porta la data del 20 marzo 1972: la sera dello stesso giorno arrivò da Roma Ciampino il DC9 Itavia che l’indomani mattina decollò alla volta dello scalo capitolino, inaugurando la stagione dei voli di linea”. Oggi, con 13 milioni di passeggeri annui che transitano in quello che è il terzo scalo dopo Fiumicino e Malpensa, la crescita di Milano Bergamo è continua e inarrestabile. “Altro anno fondamentale per questo scalo è stato il 2002, quando lo storico presidente di Sacbo, Ilario Testa, decise di scommettere sui voli low-cost, agganciando al momento giusto lo sviluppo su scala globale di questa tipologia di trasporto, i cui benefici ricadono tutt’ora sull’intero territorio”. Importante per l’evoluzione dell’aeroporto anche il traffico “courier”, strategico per logistica legata all’export e all’import dell’intera regione. “Dagli anni Duemila in poi la connotazione low-cost del nostro modello aeroportuale si è rafforzata. Oltre a Ryanair, sono attive altre compagnie aeree, che hanno inaugurato voli extra Schengen, sempre a basso costo. Si pensi a WizzAir con i suoi voli verso Est, anche su Mosca e San Pietroburgo, mentre Pegasus oltre alle tradizionali destinazioni in Turchia, si spinge verso il Golfo Perisco e Dubai” spiega Roberto Bruni. Ma qual è il tratto distintivo del Caravaggio rispetto agli altri aeroporti lombardi? “La sua dimensione user-friendly, il rapporto diretto e amichevole con l’utenza e il fatto che non sia divenuto gigantesco”. In effetti l’accessibilità all’aeroporto è notevole, i tempi per imbarchi e sbarchi sono ridotti e l’efficienza operativa in genere non passa inosservata. E il Caravaggio ha avuto anche il merito culturale di aver schiuso alla globalizzazione quell’attitudine certamente operosa, ma un po’ chiusa della popolazione bergamasca. Il Cda di Sacbo ha recentemente varato il masterplan, già approvato in linea tecnica dall’Enac e attualmente al vaglio del Ministero dell’ambiente, e avviato l’iter per l’ampliamento dell’aerostazione sia verso Est che verso Ovest, con 11 nuovi gate, altrettanti nastri per la riconsegna dei bagagli e una nuova sala Vip. “Vi sarà inoltre una separazione netta dell’area merci rispetto all’area passeggeri e verrà implementata l’asse di penetrazione stradale allo scalo da Est” specifica il presidente. Ma non è tutto. Nel programma di sviluppo dell’aeroporto figura la voce “collegamento ferroviario”, con l’inserimento della nuova infrastruttura nel programma biennale di Ferrovie dello Stato, non solo per collegare l’aeroporto con la città di Bergamo, ma con Milano e il resto d’Italia. “Orio dovrebbe trasformarsi nella stazione principale di tutti i treni in arrivo, regionali inclusi, per un collegamento rapido e agevole in particolare con Milano” conclude Roberto Bruni. 

Intervento del presidente di Sacbo
Roberto Bruni