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Energia, l’unione fa la forza

EnSiEL è il consorzio interuniversitario che realizza importanti progetti europei. E ha appena fondato un’accademia a livello mediterraneo

EnSiEL è il consorzio interuniversitario nazionale che opera nel campo dell’energia, dei sistemi e degli impianti elettrici ed è finalizzato a svolgere studi e ricerche di elevato profilo scientifico nell’ambito di importanti progetti internazionali e nazionali. Favorisce la collaborazione tra le università consorziate e tra queste ed enti di ricerca e stakeholder sia nazionali sia internazionali, prepara esperti ricercatori, si propone come interlocutore scientifico nei confronti dei vari organi di governo nazionali, delle Regioni, dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (Arera), degli enti di normazione. Nato grazie all’adesione di un primo nucleo di università nel 2009, il consorzio nel tempo ha trovato fiducia e credito da parte di molti altri atenei, anche di grandi dimensioni. è riconosciuto dal Miur, che con il Mise esprime due membri in Consiglio direttivo, diretta designazione dei rispettivi ministri, comprende praticamente tutti i ricercatori italiani del settore dei sistemi elettrici, e associa, in partnership, anche università che si occupano di temi integrati e affini all’energia (di carattere giuridico, economico, statistico, ambientale, sociale). È un organismo di ricerca senza scopo di lucro, che non riceve alcun contributo annuale. Unodei punti di forza nell’affrontare le diverse problematiche in gioco è insito nella capacità di individuare, coordinare e finalizzare con grande semplicità le migliori competenze scientifiche necessarie di volta in volta allo scopo. “Siamo nati partendo da un’esigenza puntuale: come ‘sistema Paese’ bisognava creare un’organizzazione strutturata che desse maggiore competitività e rappresentatività all’Italia in ambito internazionale e fosse un punto di riferimento adeguato per le istituzioni e gli operatori industriali”, conferma il professor Domenico Villacci, direttore dal 2016. EnSiEL oggi è presente a livello nazionale con 26 sezioni di ricerca in università tra quelle consorziate e quelle in partnership. Alle sezioni di ricerca possono aderire potenzialmente tutti i ricercatori dei rispettivi atenei che lavorano nei campi d’interesse specifico di EnSiEL. “Prima, solo le grandi università registravano una partecipazione attiva alla preparazione e allo svolgimento di progetti europei con una certa continuità. E questo era un limite a volte invalicabile alle partecipazioni, soprattutto da parte delle piccole università. Con EnSiEL questo limite viene superato in quanto possono partecipare più università espresse come ‘Third Parties’, figura prevista nell’ambito dei programmi europei. L’ultimo esempio lampante: nel progetto ‘Osmose’, ancora in corso, con EnSiEL partecipano ben 11 università italiane, tra grandi, medie e piccole. Un record nella storia italiana”. Il Consorzio, negli ultimi anni, ha partecipato, con coordinamento di Terna, a tre importanti progetti europei  sul tema della transizione energetica: prima e-Highway2050 (“la sintesi di tanti anni di progettualità sulla possibilità di poter alimentare l’Europa con fonti pulite in particolare con fonti rinnovabili), quindi “Migrate” e, appunto “Osmose”: “un progetto molto significativo, che mette a sistema per la prima volta tutti gli elementi di flessibilità che offre il sistema elettrico”.

A fine anno, peraltro, ci sarà un grande appuntamento per il consorzio: ospiterà a Napoli il primo Forum sulla Transizione Energetica nel Mediterraneo a cura della neonata Med – Mediterranean Energy Academy. “Questa è la nostra novità più recente, il nostro fiore all’occhiello: abbiamo fondato l’Accademia Mediterranea per l’Energia, con l’egida del Ministero per gli Affari Esteri e con la richiesta di adesione di diverse università mediterranee”, chiude Villacci. La sede generale sarà appunto Napoli: l’obiettivo è che aderiscano quante più realtà del settore, in ambito pubblico e privato, fra i Paesi che si affacciano sul mare nostrum (dall’Europa, dall’Africa e dal Medio Oriente). “Intendiamo promuovere e trattare l’energia come elemento fondamentale per lo sviluppo e la crescita delle comunità e dei Paesi mediterranei, attraverso la generazione di nuovi modelli di partenariato”.

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