Dichiaro di aver letto ed accettato l'informativa sulla privacy. (Leggi l'informativa)
Ricerca & Innovazione

Home > Ricerca & Innovazione > Fotoacustica e diagnosi precoce del tumore vescicale

Il Consorzio Edit

Fotoacustica e diagnosi precoce del tumore vescicale

Un sistema innovativo che ascolta l’oro per vedere piccoli tumori

Il tumore della vescica è uno dei più aggressivi. Ed è anche spesso soggetto a recidive: se si tratta di una forma più piccola del millimetro, infatti, gli strumenti diagnostici attuali non riescono a vederlo, costringendo spesso lo stesso paziente a più interventi nel corso del tempo. Con costi anche alti per il sistema sanitario. Individuare nuove soluzioni al problema è l’obiettivo di “Edit”, un progetto Horizon 2020 coordinato dall’Ircss Ospedale San Raffaele di Milano. “La situazione attuale ha due limiti: uno tecnologico, la difficoltà a riconoscere il tumore di piccole dimensioni; e uno terapeutico, la difficoltà a rimuoverlo completamente”, spiega il Dr. Massimo Alfano, coordinatore del progetto e group leader presso il dipartimento di Urologia del San Raffaele. Il progetto ha così ideato una innovativa piattaforma tecnologia che utilizza una particolare tecnica di fotoacustica. “Abbiamo dato vita a nanocilindri d’oro, materiale biocompatibile, che vengono legati ad una proteina e portati direttamente a ridosso della forma tumorale. Il tumore viene allora individuato tramite la fotoacustica – un raggio laser stimola il metallo, e l’energia diventa ultrasuono che possiamo registrare con l’ecografo – e un secondo raggio laser lo elimina. Ci basta cambiare il tipo di luce, per far sì che il nanocilindro possa bruciare il tumore”. Uno degli aspetti significativi di Edit riguarda l’applicazione delle nanotecnologie al campo della diagnostica. Di questo si sta occupando il dipartimento di Chimica Industriale dell’Università di Bologna, altro partner di Edit. “La nostra ricerca produce nanosistemi complessi, in grado di riconoscere le piccole lesioni tumorali – spiega il professor Mauro Comes Franchini dell’ateneo felsineo - Essi prevedono una prima fase di sintesi per l’ottenimento dei nanocilindri di oro ed una seconda di ricopertura protettiva, per assicurare la stabilità del nanocilindro nella vescica e in presenza di urine. Abbiamo sviluppato una copertura con una matrice organica proveniente dagli scarti dei crostacei: il chitosano, un carboidrato in grado di rendere questi sistemi a base di oro inattaccabili dall’ambiente della vescica, preservando la biocompatibilità dell’oro e le proprietà fotoacustiche del nanosistema. Il passo successivo è stato quello di legare la proteina sviluppata dal San Raffaele, che è in grado di riconoscere la lesione cancerosa. L’utilizzo dei nanocilindri legati alla proteina unito alla estrema risoluzione dell’approccio fotoacustico ci ha permesso di vedere piccolissimi tumori con grande anticipo rispetto alle convenzionali metodiche diagnostiche”. Il progetto terminerà tra un anno e parte dell’attuale consorzio ha già sottomesso un ulteriore progetto europeo con l’obiettivo finale di arrivare alla clinica.

Condividi su:

Una comunicazione autorevole
per le aziende

Attorno a Platinum “Aziende & Protagonisti” ruota un mondo di notizie, di informazioni, di progetti e di obiettivi per la promozione del business e la comunicazione imprenditoriale.

La rivista si conferma una straordinaria vetrina per tutti coloro che desiderano promuovere la propria immagine nei confronti di un target di lettori di prestigio.

Platinum “Aziende & Protagonisti” offre un sistema di comunicazione integrata, mirata e personalizzata, capace di fornire risposte “su misura” alle istanze più dettagliate per pubblicizzare un’impresa con successo.

© 2020 Publiscoop Group | Privacy policy | Cookies policy | Design by Kreativa srl