Il ruolo “green” dell’acido oleico
Importante materia prima per una chimica verde, è stato al centro di un progetto finanziato da Nextchem e realizzato dall’impresa Narrando con il supporto dell’Università di Salerno
Negli scenari della chimica verde attuale e futura c’è particolare attenzione per l’acido oleico, candidato a diventare una delle principali materie prime. Due esempi sono le trasformazioni in vari prodotti che siano biodegradabili e biocompatibili e in plastiche biodegradabili per la produzione di copolimeri via sintesi dell’acido azelaico e pelargonico (Figura 1). L’acido oleico è oggi disponibile sul mercato da processi industriali, ma tipicamente con basse purezze a fronte di elevato consumo energetico o a costi molto elevati e alta purezza da sementi selezionate o geneticamente modificate. Lo sviluppo di un processo che permetta di ottenere olii vegetali ad alto contenuto di oleico da oli o grassi, anche di scarto, è stato il tema del progetto “Trans Free Oleic.”, finanziato da Nextchem e affrontato dall’impresa Narrando con il supporto dell’Università di Salerno, di cui è stata spin-off. Partendo dalla competenza sviluppata su catalizzatori tipo “single site”, Narrando ha messo a punto una formulazione a base di Ni/Pd/Ru supportati su grafene, che consente di idrogenare oli vegetali, tipo l’olio di colza, con elevate rese in acido oleico, mantenendo inalterato il basso contenuto di acidi saturi (palmitico e stearico). Inoltre, il catalizzatore consente di ottenere un’elevata selettività ad acido oleico cis, caratteristica assente nei numerosi catalizzatori innovativi di idrogenazione proposti, che forniscono rese paragonabili ma con selettività significative per l’isomero trans dell’acido oleico (Figura 2). Queste caratteristiche conferiscono al prodotto elevata stabilità all’ossidazione, collegata alla riduzione dell’acido linolenico, e aumento del punto di fusione, che dipende dal contenuto di acido stearico e dal rapporto tra isomeri cis/trans. Nextchem ha presentato domanda di brevetto per questo catalizzatore, che ha già ricevuto una valutazione estremamente positiva dall’Ufficio brevetti. Prove sperimentali per confermare le prestazioni catalitiche a scala di impianto pilota sono attualmente in programma.