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Il turismo “guidato” dai satelliti

Roberto Battiston

“Negli ultimi 15 anni, l’Italia ha sviluppato una molteplicità di progetti pilota, all’avanguardia per qualità eccezionale, nel campo della raccolta dei dati satellitari. Ora è importante trasferire questi dati in una serie di servizi che possano essere utili all’utente finale: un passaggio che ancora va affinato”. Il concetto è semplice, soprattutto se espresso da una delle personalità più autorevoli che il nostro Paese possa vantare in questo settore: il professor Roberto Battiston, ordinario di Fisica Sperimentale all’Università di Trento, che è stato per oltre quattro anni il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana e che da qualche mese è stato nominato esperto per il settore spaziale dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo. A monte L’utilizzo dei dati raccolti da CosmoSkyMed: una massa enorme di informazioni utilissime, perché il programma permette il monitoraggio di punti di riferimento, nel tempo, con precisione millimetrica. Ma molti di questi dati giacciono ancora inutilizzati. “Trasformare una tecnologia avanzata in un servizio rappresenta un salto culturale molto significativo, e non facile. È su questo che dovremo impegnarci, anche sfruttando la nuova organizzazione che vede il Governo ragionare sullo spazio in modo più coordinato rispetto al passato. E non è un problema di risorse - ne occorrono molte meno di quelle stanziate per l’innovazione tecnologica dei satelliti - bensì di organizzazione, di un lavoro quotidiano da parte di una moltitudine di esperti. E il Mibact partecipa a questo coordinamento, perché la posta in gioco è davvero importante”. Parliamo dell’utilizzo di questi dati - e di quelli che verranno forniti anche da altri programmi spaziali nati nel frattempo, come per esempio Prisma, sempre a matrice italiana - nei settori strategici della cultura e del turismo. “Nessun altro Paese ha la stessa quantità e concentrazione di beni culturali. Ecco l’interesse del Ministero: essere presente a tutti i livelli, compresa la programmazione europea, grazie a Copernicus e alle sue sentinelle, che ci garantiscono un funzionamento per molti decenni a venire. E siccome il turismo è una dimensione fondamentale per l’economia italiana, dovremmo essere estremamente proattivi, anche al fine di aumentare il flusso turistico: questo è un ambito nel quale i sistemi satellitari permettono ottimizzazioni di ogni genere, dalla tridimensionalizzazione delle rovine antiche fino alle prenotazioni. La quantità di cose che si possono fare grazie ai dati attuali e futuri - al 5G, alle realtà virtuali e via dicendo - apre scenari di enorme interesse: le tecnologie moderne, assieme all’analisi dei big data, possono diventare strumenti importantissimi anche per lo sviluppo turistico. Per questo è importante che i dati siano sviluppati in maniera utile, e diventino disponibili al massimo grado”.

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