L’auto che “pensa”
Dal Laboratorio Mivia dell’Università di Salerno, un prototipo di veicolo a guida autonoma che integra sensori, reti neurali e algoritmi di intelligenza artificiale per muoversi in completa autonomia
Il Laboratorio Mivia lavora dal 2001 su algoritmi di computer vision e deep learning per sistemi in grado di percepire, interpretare e agire in autonomia in ambienti strutturati e non. A dirigerlo è Mario Vento, professore di Intelligenza Artificiale del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione, tra gli scienziati più influenti al mondo nel settore.
Nell’ambito del Most, Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile finanziato dal Pnrr, è stata progettata Mivia Car: un prototipo drive-by-wire elettrico, equipaggiato con sensori Lidar, radar e telecamere in un sistema di percezione multi-modale, con algoritmi di pianificazione del percorso e controllo della traiettoria in tempo reale e senza intervento umano. “Sono stati sviluppati e validati modelli di intelligenza artificiale in grado di riconoscere le corsie, la segnaletica orizzontale e verticale, i semafori, gli altri veicoli e gli eventuali pedoni - chiarisce Vento - I sensori operano in modo cooperativo, non si limitano a rilevare la presenza degli altri veicoli ma ne calcolano velocità, direzione di marcia e distanza, fornendo all’algoritmo di guida i dati necessari per determinare in tempo reale accelerazione, frenata e sterzata, pianificando manovre nel pieno rispetto del codice della strada”.
Sempre all’interno di Most, il team ha messo a punto rover off-road capaci di muoversi in autonomia su terreni irregolari e boschivi, dove gli algoritmi di percezione operano senza i riferimenti fissi della sede stradale. Vento spiega le applicazioni in smart farming: “I rover off-road integrano telecamere multispettrali per il monitoraggio fitosanitario delle colture e bracci robotici per l’interazione fisica con l’ambiente. Sono in grado di riconoscere i filari di piantagioni, muoversi autonomamente al loro interno per identificare lo stato delle piante e raccogliere frutti”. Il laboratorio si sta dotando anche di rover quadrupedi per applicazioni in campo agrivoltaico, dove l’ispezione simultanea di pannelli fotovoltaici e colture nello stesso ambiente richiede sistemi ad elevata versatilità operativa.
“L’obiettivo è didattico, di ricerca e trasferimento tecnologico - dice il professore - La Mivia Car e i rover off-road sono laboratori viventi a disposizione degli iscritti al corso di laurea magistrale in Ingegneria Informatica, indirizzo Artificial Intelligence and Intelligent Robotics. Gli studenti sviluppano algoritmi reali sulle piattaforme sperimentali, partecipano a competizioni e costruiscono le proprie tesi a stretto contatto con dottorandi e ricercatori”.