L’ecosistema dell’innovazione del Nordest post Pnrr
Il Consorzio iNest valorizza il capitale umano generando impatto economico ed eccellenza scientifica
“A Nordest esiste una comunità accademica abituata a collaborare e ad agire in simbiosi, a interagire costruttivamente con il mondo produttivo, a sviluppare interlocuzioni valide e costruttive con le Regioni e le Province Autonome”. Il professor Franco Bonollo riassume così ciò che sta dimostrando il Consorzio iNest che presiede. Questa realtà è l’Ecosistema dell’Innovazione finanziato dal Pnrr, con baricentro nel territorio del Nordest e ha per soci tutti gli atenei del Triveneto - Università di Bolzano, Trento, Udine, Iuav, Padova, Venezia, Verona, Trieste e Sissa - il Cnr e l’Ogs.
Con un budget di circa 110 milioni di euro, iNest rappresenta un caso di successo da diversi punti di vista: capitale umano e attrattività del territorio; eccellenza scientifica e pipeline di innovazione; mobilitazione economica e coinvolgimento delle imprese. “È un modo nuovo di lavorare - continua il presidente - in cui il concetto a volte abusato di ‘fare sistema’ è stato finalmente tradotto in pratica, ponendo le premesse per continuare a generare innovazione, sostenibilità, impatti positivi per il territorio e per le persone”.
In virtù dell’operatività sin qui sviluppata, “sono finalmente create le premesse per un moderno scenario di ecosistema dell’innovazione - prosegue il presidente Bonollo - che già nel 2026 prevede una crescente azione delle Università nella valorizzazione della conoscenza, con servizi e formazione avanzati per le imprese; la “Fase 2” dei progetti con nuove proposte di ricerca industriale pluriennale da sviluppare con le imprese partendo dai risultati dei bandi a cascata; collaborazioni istituzionali con gli enti territoriali, integrate e coordinate con le rispettive strategie di specializzazione intelligente”.
iNest ha già contrastato la fuga di cervelli e favorito il potenziamento delle competenze locali, grazie ad assunzioni di alto profilo: sono state infatti reclutate circa 400 persone, tra ricercatori, tecnologi, dottorandi, assegnisti di ricerca, che si sono perfettamente integrate con gli oltre 400 professori e ricercatori “strutturati”. Il personale reclutato è costituito per il 44% da donne, rispetto al target minimo del 40%, perseguendo così una reale parità di genere. La validità dell’investimento è confermata dal supporto delle Regioni: Veneto e Friuli Venezia Giulia hanno finanziato la prosecuzione dei contratti di molti di questi ricercatori fino al 2028.
Il Consorzio si è qualificato come propulsore di eccellenza scientifica e di innovazione con le oltre 900 pubblicazioni realizzate. Inoltre, il sostegno alle start-up si è concretizzato con l’analisi di oltre 300 idee innovative nate nelle Università, selezionando le migliori 32 per un percorso di accelerazione e fundraising, trasformando così la ricerca in potenziale valore di mercato. Sono state realizzate strutture permanenti con l’avvio dei Lab-village, luoghi fisici di co-progettazione dove tutte le Università coinvolte hanno già iniziato a ospitare aziende per testare tecnologie innovative. Quanto alla formazione, sono stati organizzati circa 80 eventi formativi indirizzati sia a studenti che a lavoratori e professionisti.
Per quanto attiene la mobilitazione economica e il coinvolgimento delle imprese, i 40 milioni investiti sui “Bandi a cascata” hanno attivato una vasta rete industriale nel Nordest e nel Mezzogiorno, garantendo che i fondi Pnrr arrivassero effettivamente al sistema produttivo. Riguardo alle Reti di impresa sono state coinvolte direttamente circa 400 aziende, su oltre 800 che avevano presentato domanda. In merito alla ricerca industriale, le imprese vincitrici hanno sviluppato progetti ad alto Trl, Technology readiness level, come la messa a punto di prototipi funzionanti in ambiente operativo che rimarranno a disposizione dei ricercatori per studi futuri.
Nove spoke e quattro attività trasversali
L’impostazione interconnessa e multitematica di iNest vede la presenza di nove Spoke - Ecosistemi montani; Salute, alimentazione e stili di vita; Manifattura avanzata e sostenibile; Città, architettura e design sostenibile; Ambienti di vita e di lavoro smart e sostenibili; Turismo, cultura e industria creativa; Smart agrifood; Acque ed ecosistemi marini; Modelli, metodi e tecniche per il Digital Twin - raccordati da quattro attività trasversali: start-up e spin-off; Lab-village, cioè laboratori misti università-impresa; iniziative aperte alla cittadinanza; formazione universitaria e lifelong learning.