L’era della transizione energetica e biomedicale
Torino area strategica nella ricerca di soluzioni tecnologiche all’avanguardia
L’area torinese diventa strategica nella realizzazione di progetti di frontiera, nella transizione energetica e per le tecnologie biomedicali. A illustrare le opzioni in essere è il professor Candido Pirri, ordinario del Dipartimento di Scienze Applicate, vicerettore per lo Sviluppo del Modello e delle Infrastrutture di Ricerca e coordinatore del Center for Sustainable Future Technologies dell’Istituto Italiano di Tecnologia. Nel 2015 il Politecnico e l’Istituto Italiano di Tecnologia supportati dalla Regione Piemonte hanno realizzato un hub per le tecnologie della transizione energetica e della sostenibilità situato all’Environment Park di Torino. Da allora gli investimenti sono stati costanti, tra cui due infrastrutturali nel 2022 con 40 milioni di fondi Pnrr (iEntrance e Cosyet) e un Centro di Competenza del Mase (Seastar), che hanno portato alla configurazione attuale.
L’Hub si dedica a ricerca di base e applicata, ottenendo risultati significativi anche nel trasferimento tecnologico verso realtà industriali che hanno investito in ricerca e nel potenziamento della infrastruttura. Entro la metà di quest’anno, l’Hub raggiungerà 5.000 metri quadri di estensione, anche attraverso un ulteriore investimento infrastrutturale della Regione Piemonte denominato Infra+. La ricerca dell’Hub si concentra sulla produzione, lo stoccaggio (anche geologico) e l’utilizzo dell’idrogeno verde; sulla cattura, lo stoccaggio e la valorizzazione della CO2 su materiali avanzati e autoriparanti, anche stampabili; su biologia sintetica per la produzione di combustibili e prodotti chimici su soluzioni di accumulo elettrico quali batterie e supercondensatori. Il Politecnico è anche attore in un’altra iniziativa strategica finanziata dal Piano nazionale complementare al Pnnr - Missione Salute, ovvero D3 4 Health (organizzato in Hub e Spoke). L’obiettivo è trasformare in modo strutturale e paradigmi della diagnosi, della prognosi e della terapia, attraverso l’integrazione di tecnologie digitali avanzate, modelli biologici innovativi e approcci di medicina di precisione. Il progetto si concentra su patologie a elevato impatto sanitario e socio-economico, tra cui tumori solidi e del sistema nervoso centrale, diabete di tipo 1 e sclerosi multipla. All’interno di questo quadro il Politecnico coordina lo Spoke 4 e collabora con il San Raffaele di Milano, l’Università di Torino, l’Irccs di Candiolo, Inrim, Cnr e la società Aizoon. Lo Spoke è dedicato allo sviluppo dei Biological Twins - una realizzazione in vitro delle patologie - e alla loro integrazione con i modelli digitali. La missione dello Spoke 4, con oltre 15 milioni di finanziamento, è progettare, realizzare, validare e sfruttare modelli biologici in vitro avanzati, bioingegnerizzati e patient-derived, che replicano con elevata fedeltà la fisiopatologia delle malattie target. Le attività scientifiche dello Spoke 4 sono sostenute dalla creazione di una infrastruttura di bioingegneria e biologia cellulare anche attraverso bandi a cascata e la creazione di una rete