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L’Unione Europea in un atlante demografico

Uno strumento di estrema capillarità territoriale, disponibile a tutti, racconta i movimenti e le tendenze di tutti i territori della Ue

È online da qualche settimana, a disposizione di chiunque ne sia interessato, un importantissimo lavoro realizzato nell’arco di diversi mesi di ricerche da parte del Joint Research Centre della Commissione Europea: un atlante della demografia, che raggruppa dati, analisi, storie, rapporti, relativi a tutti i 27 Paesi che compongono la Ue, con un dettaglio regionale. Uno strumento peraltro dinamico, destinato a costanti aggiornamenti: curati, come l’intero lavoro, da una specifica area del Jrc composta da una trentina di ricercatori, creata nel 2016 per occuparsi principalmente dei fenomeni migratori, ma che via via ha iniziato ad affrontare più in generale gli studi di popolazione tout court (con un focus specifico, dallo scorso anno, sul Covid e gli impatti demografici della pandemia). “L’obiettivo principale di questo lavoro è stato quello di tradurre la ricerca demografica in uno strumento per migliorare la conoscenza e la governance: grazie anche alla costruzione di molte ‘storie’, che ne facilitano la divulgazione - spiegano Fabrizio Natale e Daniela Ghio, dell’area demografica del Jrc - È un lavoro che può e deve aiutare i policy maker europei nelle loro scelte, innanzitutto, ma che al tempo stesso può essere utilizzato in tutti gli ambiti locali. Anzi, più i dati e le analisi investono un contesto territoriale specifico, più sono di interesse per il singolo cittadino per capire la realtà che lo circonda”. Per rendere più interessanti i dati demografici, lo staff del Jrc ha analizzato vari aspetti della struttura delle popolazioni e dei rispettivi comportamenti: dai fattori che spiegano differenze demografiche tra i vari territori (“Perché in alcune aree la popolazione è più vecchia? Può dipendere dai movimenti tra territori, dai processi di urbanizzazione dei giovani e di contro-urbanizzazione dei meno giovani”, spiegano Natale e Ghio), alle conseguenze economiche fra le singole regioni, alla relazione tra struttura demografica e accessibilità dei servizi base. Fra i tanti, decisamente significativo è un aspetto collegato alla “democracy”: in sintesi, si è evidenziato qual è l’impatto della struttura demografica sulle attitudini dei cittadini alla partecipazione politica e, più nello specifico, al loro rapporto con l’Unione Europea. Uno degli obiettivi dell’Atlante - e della ricerca che ne ha permesso la realizzazione - è quello di “riportare la centralità sulla popolazione, sulle sue diversità, che emergono in maniera specifica dalle nostre analisi - chiudono i due studiosi - Del resto, più l’analisi diventa specifica, più emergono le differenze ma anche le peculiarità di ogni popolazione, a livello sia strutturale sia di impatti sul territorio”.

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