La salvaguardia delle opere d’arte nei medi e piccoli musei
Un sistema innovativo che mira a strategie gestionali per la conservazione preventiva dei manufatti artistici
L’Europa (e in particolare l’Italia) conta di migliaia di musei di medio-piccole dimensioni che custodiscono manufatti artistici di pregio. Spesso questi ultimi hanno fondi limitati e personale poco specializzato, con conseguenti difficoltà ad adottare strategie funzionali alla conservazione preventiva delle opere stesse e alla loro valorizzazione. Sono loro i destinatari del progetto CollectionCare, coordinato dall’Università Politecnica di Valencia, che ha fra i 18 partner coinvolti anche il Dipartimento di Fisica di Sapienza Università di Roma. Un H2020 che ha appunto come obiettivo lo sviluppo di un sistema innovativo di supporto decisionale sostenibile per la conservazione preventiva. Esso integra una sensoristica wireless a basso costo per il monitoraggio di parametri ambientali dove l’oggetto è esposto, a una piattaforma di cloud computing mirata a interfacciare i dati monitorati con modelli avanzati di degrado per dipinti su tela, legno, carta e metallo. Ciò consentirà di fornire soluzioni gestionali efficaci per assicurare la conservazione a lungo termine dei manufatti. “I beni culturali sono risorse non rinnovabili, di qui la necessità di attivare interventi mirati allo loro durabilità: questo è l’input che viene dalla UE”, spiega la professoressa Anna Maria Siani del Dipartimento di Fisica, responsabile del progetto per l’ateneo romano. L’unità di ricerca di Sapienza, con competenze multidisciplinari in scienze applicate ai beni culturali, sta contribuendo al progetto sviluppando protocolli originali, a complessità crescente, per ottimizzare il posizionamento dei punti di campionamento dove installare i sensori. Un ulteriore contributo verrà fornito nella prototipazione e sperimentazione del sensore per la misura di agenti inquinanti in ambienti interni responsabili del degrado, come Voc e NO2. “Inoltre - sottolinea Siani - la nostra unità valuterà le soluzioni conservative derivanti dai modelli di degrado rispetto al quadro normativo europeo e coordinerà la stesura del Green Paper su questioni aperte in materia di conservazione preventiva, al fine di stimolare la riflessione a livello europeo”. Va rimarcato, infine, che fra i musei coinvolti nel progetto c’è anche quello interno alla stessa Sapienza: il Museo delle Origini, piccolo ma interessantissimo, dedicato alle origini dell’uomo e alle culture preistoriche dal Paleolitico in poi, che funge da “cavia” per la sperimentazione dei protocolli e dei sensori.