La scommessa sui materiali della transizione energetica
La scommessa sui materiali della transizione energetica Con la Wbg Pilot Line l’Europa investe 380 milioni di euro sulla microelettronica di potenza. Coordinatore del progetto è il Cnr-Imm di Catania
Trecentottantanta milioni di euro, sette Paesi, quindici partner. La Wbg (Wide Band Gap) Pilot Line è l’infrastruttura strategica europea nata per superare la “valley of death”, quel vuoto operativo in cui le scoperte scientifiche rischiano di non tradursi in produzione industriale. Coordinatore del progetto è il Cnr-Imm di Catania, dove Francesco La Via coordina le attività della linea pilota realizzata dal consorzio Chip4Power, che mette a sistema ricerca e industria di Italia, Polonia, Svezia, Finlandia, Francia, Austria e Germania per abilitare il passaggio lab to fab. L’obiettivo, nel quadro del Chips Act, è offrire a imprese e startup un’infrastruttura open access per validare prototipi su standard industriali, accelerando lo sviluppo di applicazioni innovative nella mobilità elettrica, nelle telecomunicazioni e nell’elettronica di potenza ad alta frequenza. Come spiega il coordinatore scientifico del progetto e research director del Cnr-Imm, “la Wbg Pilot Line è concepita come punto di contatto tra laboratorio e industria”. L’investimento conferma la centralità del polo siciliano: dei 380 milioni complessivi, circa 190 sono destinati al Cnr-Imm, capofila del progetto e istituto d’eccellenza per il know-how d’avanguardia e i primati tecnologici nel campo della microelettronica ed al consorzio Chip4Power che realizzerà e gestirà la nuova infrastruttura di ricerca. Concepita come una rete europea distribuita per competenze, la Wbg Pilot Line elegge Catania a hub della catena del valore dei semiconduttori Wbg grazie a infrastruttura di ricerca di 7.000 metri quadrati che integra clean room di ultima generazione e sistemi di prototipazione avanzati. Sul piano tecnico il progetto lavora su diverse direttrici. Da un lato accelera la transizione ai wafer da 200 mm (sia di SiC sia di GaN), che garantiscono una produttività di circa 1,8 volte superiore rispetto agli attuali wafer da 150 mm, a patto di mantenere bassa la concentrazione dei difetti cristallini; dall’altro, prepara il futuro con i materiali Ultra-Wide Bandgap (come diamante e ossido di gallio): in virtù di un gap energetico superiore a 4 eV, questi semiconduttori promettono prestazioni d’eccellenza per l’altissima tensione. “La Pilot Line consente di verificare la scalabilità dei processi e portare questi materiali al punto di readiness tecnologica necessario per l’adozione industriale”. Il progetto di realizzazione della Wbg Pilot Line è partito il 1° giugno 2025 e guarda direttamente al 2030, anno in cui l’Europa punta a raddoppiare la propria quota di mercato globale portandola al 20%. Ma “è nella continuità degli investimenti che si gioca la sfida con le grandi economie dell’Oriente - conclude La Via - solo con una programmazione strutturale a lungo termine l’indipendenza tecnologica europea potrà diventare realtà”.