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Lisa Pizzol e Alex Zabeo

La sostenibilità è un sistema complesso

Due progetti simili affrontano il tema dei Sistemi di Supporto delle Decisioni (DSS) in ambito di nanomateriali

Sostenibilità è ormai un’espressione di uso quotidiano. Quando però se ne parla in relazione a decisioni da prendere, qualsiasi sia il livello, va sempre considerato che a monte di ogni scelta vi sono valutazioni complesse e integrate. È questo il core business di GreenDecision, uno spin-off dell’Università Ca’ Foscari di Venezia che si occupa di analisi decisionale applicata a problematiche ambientali. Fra i diversi progetti a cui l’azienda veneta sta lavorando, ci sono due progetti finanziati dal programma europeo Horizon 2020 in via di conclusione - Refine e Biorima - che condividono appunto il tema base, ovvero la creazione di sistemi di supporto alle decisioni sviluppati per le imprese che producono nanomateriali utilizzati in campo medico. Refine, coordinato da un soggetto tedesco, intende definire un quadro scientifico-normativo a supporto della valutazione della sicurezza di medicinali e dispositivi medici basati su nanomateriali. La sfida è duplice, scientifica e normativa: “Dobbiamo sviluppare un DSS che implementi strategie di testing intelligenti relativamente alla sicurezza dei nanomateriali”, spiegano Lisa Pizzol e Alex Zabeo, rispettivamente Ceo e responsabile area sviluppo e innovazione di GreenDecision. “Non sempre è possibile utilizzare i test sviluppati per i farmaci ordinari: devono essere selezionati test più sicuri ed efficienti in termini di costi e di tempo, ma soprattutto specifici per i nanobiomateriali”. Lo scopo di Biorima, coordinato da un soggetto scozzese, è invece quello di creare un quadro integrato per la gestione e valutazione dei rischi per la salute umana e per l’ambiente. “In Biorima ci occupiamo della valutazione del rischio per i lavoratori che producono e utilizzano dispositivi medici contenenti nanobiomateriali, e valutiamo diverse alternative per minimizzare il più possibile il rischio - continuano Pizzol e Zabeo - Cerchiamo per esempio di capire se i rischi associati all’utilizzo di un nanobiomateriale sono accettabili, analizzando diversi scenari, caratterizzati da nanomateriali diversi oppure da modifiche dello stesso nanomateriale. La decisione viene presa considerando non solo i rischi ma anche gli impatti ambientali, stimati tramite il Life Cycle Assestment, e i costi economici”. Entrambi i progetti, dunque, prevedono lo sviluppo di software che applicano logiche di analisi decisionale, spesso multi-criteriale. “In entrambi i progetti ci sono decisioni complesse da prendere e non esistono funzioni note che ci dicano quali sono le scelte migliori. Per questo occorre integrare dati eterogenei che forniscano indicazioni utili. Questi software raccolgono dati da vari database, e forniscono un ranking di alternative, motivando in maniera strutturata il risultato ottenuto. La struttura logica è simile nei diversi progetti, ma ogni volta cambia l’ambito, quindi la risposta necessita di processi decisionali diversi. Grazie all’esperienza maturata nei progetti precedenti è possibile validare il risultato come conforme alle aspettative della logica implementata”. Entrambi i progetti stanno per chiudersi, ed è già possibile dare un giudizio su quel che è stato fatto fino a oggi. “Per Refine l’obiettivo era molto sfidante e ambizioso, abbiamo dato vita a uno strumento che permette di coprire la parte dedicata alle caratteristiche chimico-fisiche dei nanobiomateriali e alla loro immunotossicità. Un prodotto soddisfacente, già testato, sviluppabile ulteriormente e liberamente utilizzabile in internet da refinedss.eu, pur con i suoi limiti”. Un discorso analogo vale anche per Biorima, parte della piattaforma Sunds disponibile su sunds.gd: “Abbiamo dato vita a un prodotto a uso gratuito per tutti che rimarrà attivo anche a progetto finito. Anche in questo caso, i risultati sono in linea con le aspettative: stiamo facendo la validazione con casi di studio”. 
 

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