La tecnologia al servizio dei beni culturali
Servizi di salvaguardia e fruizione con strumenti innovativi: a Roma al via le attività di un progetto che parte dallo spazio
Prossimamente, il turista che a Roma si troverà a visitare le Terme di Caracalla e Mura Aureliane, avrà a disposizione strumenti di fruizione all’avanguardia, quali la Realtà Mista dal proprio dispositivo. Merito di “Amor”, un progetto co-finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e coordinato dall’Agenzia Spaziale Europea (Esa) e dal Ministero della Cultura, che ha come capofila Nais e come partner CoopCulture, Icr, Cnr-Irea, Esri Italia e Nitel. Un pool completamente italiano che, pienamente rispondente alle strategie del MiC, ha lavorato e sta lavorando ai temi di salvaguardia e fruizione del patrimonio culturale, grazie all’utilizzo di satelliti, droni, Gpr, 5G e mobile app. Sono state create infrastrutture informatiche e tecnologiche che da un lato sono messe a supporto di attività di manutenzione, anche preventiva, dei beni culturali (per esempio, monitorando via satellite gli spostamenti del suolo e degli edifici) e, dall’altro, creano una modalità nuova di visita (grazie all’uso di 3D per soluzioni di fruizione in realtà mista e applicazioni apposite con contenuti informativi ufficiali). “La tecnologia non è più utilizzata per la singola funzione; la nuova frontiera è quella di una infrastruttura integrata multi-stakeholder e multifunzionale, replicabile nei vari territori, soprattutto dove c’è molto patrimonio diffuso ed esposto a rischi”, sottolinea Gianfranco Corini, presidente di Nais. “Ormai comunque parliamo di realizzazioni industriali, non è più solo ricerca: la vera novità è l’integrazione dell’interfaccia ai vari fruitori. Per le istituzioni, in particolare, si configura un sistema di governance che traccia sia i rischi naturali sia quelli antropici”. Il visitatore, dal canto suo, oltre ad avere strumenti per vivere un’esperienza innovativa, può anche diventare - se lo vuole - un soggetto attivo nel fornire feedback rispetto all’esperienza vissuta. “Una specifica app, attraverso un tracciamento anonimo, farà sì che il turista collaborativo, abilitando il tracciamento di posizionamento sul cellulare, permetta alla Soprintendenza di avere informazioni in diretta sui siti più visitati o affollati, fornendo ulteriori elementi per gli aspetti di salvaguardia - spiega Giovanna Barni, presidente di CoopCulture - A valle, poi, i risultati che vengono dalla salvaguardia e quelli ottenuti dalle informazioni ricevute tramite la app sono messi a disposizione della piattaforma industriale St’art (marchio registrato) che permette la consultzione di questi dati”.