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Gian Paolo Manzella, sottosegretario con delega alle Politiche e Attività relative a Spazio e Aerospazio

Lo spazio è sempre più vicino Gian Paolo Manzella

Sono tecnologie e innovazioni sempre più centrali per le attività quotidiane. L’onorevole Manzella: “È un vero e proprio ecosistema industriale italiano”

Mai, come in questo tempo, lo spazio è vicino. Mai come in questo tempo influenza la nostra vita. La Space economy ha avvicinato il cittadino a questa dimensione, anche per la sua concretezza e immediatezza produttiva: le tecnologie e le innovazioni in campo aerospaziale sono sempre più centrali per attività di tutti i giorni, dalle telecomunicazioni all’agricoltura, dall’osservazione della terra ai servizi di geo-localizzazione. E le attività economiche e commerciali legate allo spazio si ampliano: dal lancio di satelliti, all’analisi e alla commercializzazione dei dati arrivati dallo spazio. Ad analizzare e approfondire questo settore e questo momento storico, giunge allora una pubblicazione del Ministero dello Sviluppo Economico che si intitola “L’industria italiana dello Spazio: ieri, oggi e domani”. “È il momento giusto per raccontare questa industria - esordisce l’onorevole Gian Paolo Manzella, sottosegretario con delega alle Politiche e Attività relative a Spazio e Aerospazio - Un’industria che è prima di tutto lavoro: 200 imprese, di cui 80% Pmi, sparse su tutto il territorio nazionale; un giro di affari annuo di oltre 2 miliardi, e circa 7.000 addetti. Il tutto con un ritmo di crescita costante: più 15% negli ultimi 5 anni. E poi perché è ricerca, è un vero e proprio ‘ecosistema industriale italiano’, fatto grandi e piccole imprese, di centri di ricerca e fondi di investimento, di start-up e facoltà universitarie di ingegneria aerospaziale di livello internazionale. Nonché di astronaute e astronauti che sono oramai nomi ‘di casa’ per le italiane e gli italiani, che rappresentano al meglio la nostra storia: i Parmitano, le Cristoforetti, i Vittori, i Guidoni. È questo l’ecosistema italiano dello spazio ed è essenziale rafforzarlo nei prossimi anni. A partire dalla conoscenza: credo che il fatto che l’Italia sia stato il terzo Paese al mondo ad aver lanciato satelliti nello spazio debba essere conosciuto, a partire dalle scuole. È un pezzo dell’identità italiana. Ed è anche per tutte queste ragioni che il NextGenerationEU riserverà un ruolo importante allo spazio, con consistenti fondi relativi alla Space Economy”. Di spazio si parlerà ancora di più in futuro, se è vero che nel 2024 l’uomo tornerà sulla Luna. E l’Italia ha un ruolo importante in questa lunga “vigilia”. “Tornare sulla Luna sarà un passo simbolico per molti versi - continua Manzella - e insieme l’occasione per testare tecnologie nuove che serviranno per quella che è oggi la nuova frontiera: l’esplorazione di Marte in un prossimo futuro. In questa partita l’Italia c’è, come prova
la dichiarazione di intenti per la partecipazione italiana al programma Artemis firmata il 25 settembre. Un programma centrale in questo passaggio, che ha l’obiettivo esplicito di stabilire una presenza autosufficiente sulla Luna, in grado di promuovere ‘un’economia lunare’. E il viaggio è già cominciato”. Il nostro Paese, infatti, è già nella futura stazione lunare con i moduli pressurizzati, e nell’esplorazione marziana con i bracci robotici che serviranno a raccogliere e riportare sulla terra campioni di suolo. “È una presenza di grandi e di piccole imprese - chiude il sottosegretario - di progetti che toccano al cuore questa nuova sfida: dal modulo di servizio della capsula Orion, che effettuerà la prima missione senza astronauti nel 2021, ai due moduli dei quattro del Gateway principale che costituiscono il contributo europeo alla stazione spaziale cislunare che sarà assemblata in orbita a partire dal 2024. Insomma, la ‘casa’ della stazione - il modulo abitativo I-Hab - sarà realizzato presso gli stabilimenti di Torino. Un bel successo per il nostro Paese, che dobbiamo rivendicare. Perché poggia su una lunga storia di impresa, di ricerca, di intraprendenza. Capacità del nostro sistema che rimangono e che dobbiamo rendere sempre più forti nei prossimi anni. In questo il Recovery Fund è un aiuto importante. Va utilizzato al meglio. In tempi rapidi. Con le idee chiare”. 
 

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