Modelli fisico-numerici per la meteorologia
A Messina il progetto unisce ricerca sperimentale e modellizzazione meteo-ambientale a quella legata all’impatto delle ceneri vulcaniche
La fisica sperimentale e la modellizzazione fisico-numerica applicata alla meteorologia sono discipline essenziali anche per le attività aeronautiche: migliorare i materiali, misurare e prevedere il comportamento dei parametri atmosferici è fondamentale per un pilota in volo, o per un aeroporto. Ma fra le variabili presenti in atmosfera, almeno in alcune parti d’Italia e del mondo, può esserci anche la cenere vulcanica: è pertanto importante fornire un supporto scientifico costante a chi costruisce velivoli, ai piloti di aeromobili e a chi gestisce il traffico aereo, per evitare che la presenza di cenere nell’aria possa creare problemi (come ben sa, anche in Italia, chi opera negli scali di Catania, Comiso, Reggio Calabria o Napoli, spesso condizionati da emissioni vulcaniche come quelle dell’Etna, Stromboli e dell’area vesuviana). Ed è a Messina che pulsa l’operatività di Aeromat, un progetto Pon coordinato dal Dipartimento di Scienze Matematiche e Informatiche, Scienze Fisiche e Scienze della Terra (Mift) della locale università, di cui è responsabile scientifico nazionale il professor Salvatore Magazù, decano di Fisica sperimentale dell’ateneo e docente all’Università francese di Tours, già premiato dall’Accademia Francese delle Scienze. Insomma, la persona giusta per coordinare un partenariato composto da dieci tra enti di ricerca e aziende nazionali, e una ricca serie di attività di cui Aeromat è la punta di diamante: fra le altre, la messa in operatività di un modello di previsioni meteorologiche a scala limitata e ad alta risoluzione spaziale, che permette di inviare informazioni puntuali al Dipartimento Regionale di Protezione Civile. “Aeromat è un prolungamento di questa linea di ricerca, visto che abbina il monitoraggio sperimentale con un modello meteorologico funzionale alla previsione della dispersione delle ceneri - spiega il professore - Le cose procedono bene: insieme con i partner stiamo per acquisire nuovi celiometri per monitorare la concentrazione di ceneri vulcaniche, e stiamo progettando ex novo un drone con motore a idrogeno”. Nel progetto c’è anche una sezione dedicata allo studio, mediante tecniche sperimentali, dei materiali impiegati e della sensoristica in volo. Oltre Aeromat, c’è un progetto ancor più ambizioso: “Creare un centro di competenze meteorologiche in Sicilia, che oggi non esiste - chiude Magazù - L’idea è realizzarlo proprio a Messina perché lì ci sono già, oltre i dipartimenti Mift e Drpc, l’Ingv e un presidio meteorologico dell’aeronautica militare: tutti soggetti che già lavorano insieme presso lo storico Osservatorio Sismologico della città”.