Nuove prospettive per il diritto romano
Una ventina di volumi monografici sui singoli giuristi antichi innova la ricerca nel campo di questa disciplina
Il diritto è un carattere originale della civiltà occidentale, la cui invenzione risale all’antichità, e in particolare al mondo romano. Lo studio di queste origini sta acquisendo in questi anni una nuova prospettiva, che influenzerà certamente gli studi futuri, grazie al progetto “Sir - Scriptores Iuris Romani”, un Erc coordinato dal professor Aldo Schiavone della Sapienza di Roma. A monte del progetto c’è quello che il professore definisce “un cambio di paradigma”: una ricostruzione cioè che mette al centro dell’indagine non più il grande mosaico del “Corpus Iuris Civilis” giustinianeo, e in particolare dei “Digesta”, come è finora accaduto, bensì le figure dei singoli giuristi romani, nella concreta complessità del loro operare. Schiavone e il suo nutrito staff di colleghi (molti dei quali sono esperti europei di chiara fama) si sono così misurati con il profilo intellettuale di numerosi autori vissuti fra il quarto secolo a.C. e il terzo d.C. - fra i quali Quinto Mucio Scevola, Sesto Pomponio, Domizio Ulpiano, Giulio Paolo - dedicando loro specifici volumi che stanno uscendo secondo una cadenza regolare per i tipi dell’Erma di Bretschneider, mentre gli Atti di alcuni convegni promossi nell’ambito dello stesso Progetto sono apparsi con Giappichelli. “Chiuderemo il nostro lavoro a metà 2022, con circa 20 volumi pubblicati - sottolinea Schiavone - e il successo ottenuto ci rafforza nella convinzione che la strada intrapresa è quella giusta, e ci fa sperare che la ricerca che abbiamo avviato possa continuare con altri sostegni, al di là del finanziamento europeo”.