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Olive che passione

Un progetto che parte dalla Calabria e mira a sviluppare prodotti di alta qualità e tipicità partendo dalle olive

Si chiama “Alive”, ma non è da leggere all’inglese. Perché il progetto gestito dal Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (Crea) di Rende, che ha sede nella cittadina cosentina, ha come oggetto, appunto, le olive: in particolare, come caratterizzare e valorizzare le olive da mensa e a duplice attitudine. In sintesi, l’obiettivo è quello di studiare diverse cultivar di olive da mensa (come l’Ascolana tenera, l’Itrana, la Nocellara del Belice, la Bella di Cerignola, la Nocellara messinese, la Carolea, la Leccino, etc.), mettendo a punto tecniche produttive innovative più adatte ai fenomeni del “climate change”, e potenziando l’uso del microbiota per incrementare la resistenza dell’ulivo agli stress biotici e abiotici. Dopo quattro anni di lavoro, il progetto ha generato importanti risultati. A livello di ricerca, si è spaziati dalla caratterizzazione del suolo su cui la pianta è insediata, alle caratteristiche morfo-bio-agronomiche di nuove cultivar di olivo, alla trasformazione con tecniche innovative delle drupe in olive da mensa. Il lavoro più importante è stato quello di individuare le cultivar di olivo italiane a duplice attitudine che possono produrre olive da mensa di alta qualità. La Nocellara messinese, per esempio, ha dato i migliori risultati dal punto di vista della “texture”. Va detto, inoltre, che per dare la massima diffusione ai risultati della ricerca scientifica, nell’ambito del progetto “Alive” sono stati organizzati evidenti divulgativi-formativi che hanno fornito un valido contributo alla formazione professionale dei tecnici e degli operatori della filiera olivicola-olearia. Con tale obiettivo, 11 webinar sono stati realizzati l’anno scorso e altri quattro eventi saranno organizzati in presenza quest’anno. Un importante contributo all’organizzazione degli eventi formativi si è avuto dalla collaborazione con il Conaf (presidente Sabrina Diamanti e consigliere Carmela Pecora) e con l’Onb (presidente Vincenzo D’Anna e coordinatore Giovanni Misasi). Altro risultato di rilievo è stato la nascita di M-Bioma Srl, spin-off sostenuto dal Crea, di cui è presidente il primo ricercatore Innocenzo Muzzalupo del Crea - Centro di ricerca foreste e legno di Rende, coordinatore del progetto “Alive”. “M-Bioma sta già lavorando bene - sottolinea il presidente - sia dal punto di vista del contributo allo studio, di come la pianta di olivo manifesti una maggior termoplasticità ai cambiamenti climatici, sia dal punto di vista della commercializzazione dei nuovi fertilizzanti biologici”. 

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